Blitz quotidiano
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Terrorismo, allarme 007: Rischio nuovi attentati come Parigi

ROMA – Italia sempre più esposta al rischio terrorismo e c’è il rischio nuovi attentati come Parigi. Inoltre il pericolo, come riporta la relazione annuale dei Servizi segreti, è doppio. Da un lato c’è “la minaccia strutturata che promana direttamente dall’organizzazione terroristica”, sia essa l’Isis o Al Qaeda, di cui “proprio la competizione con Isis potrebbe rafforzare la determinazione a intervenire sulla scena globale con atti eclatanti”. Dall’altro “la minaccia puntiforme riferibile all’universo composito di elementi autoctoni ed autoreclutati, rendendo quest’ultima ancora più concreta e attuale”.

Allarme infiltrazioni. Nessun riscontro di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori dal Nordafrica, mentre il rischio “si presenta più concreto” lungo la rotta balcanica, indica la relazione annuale dei servizi di intelligence inviata al Parlamento, evidenziando come la regione balcanica sia zona di transito privilegiato di foreign fighters (oltre 900 sono partiti da lì per i teatri di guerra), nonchè area di “realtà oltranziste consolidate”.

Rischio attentati. “La minaccia, che può concretizzarsi per mano di un novero diversificato di attori, rende il rischio zero oggettivamente impossibile…”. “È da ritenersi elevato – scrivono gli 007 nella relazione – il rischio di nuove azioni in territorio europeo, ad opera sia di emissari, inviati ad hoc, inclusi foreign fighter, sia di militanti eventualmente già presenti (e integrati/mimetizzati) in Europa, che abbiano ricevuto ispirazione e input da attori basati all’esterno dei Paesi di riferimento”.
Cresce la “possibilità che in Europa trovino spazio nuovi attacchi eclatanti sullo stile di quelli di Parigi, ma anche forme di coordinamento orizzontale tra micro-cellule, o azioni individuali sommariamente pianificate e per ciò stesso del tutto imprevedibili”.

Italia sempre più esposta”. “L’Italia è un target potenzialmente privilegiato sotto un profilo politico e simbolico/religioso, anche in relazione alla congiuntura del Giubileo straordinario; terreno di coltura di nuove generazioni di aspiranti mujahidin, che vivono nel mito del ritorno al califfato e che, aderendo alla campagna offensiva promossa da Daesh, potrebbero decidere di agire entro i nostri confini”.

Al Qaeda e Is, concorrenti del terrore. “Al Qaeda può intervenire sulla scena, in contrapposizione con L’Isis, con “atti eclatanti”. “Le acquisizioni informative raccolte dall’intelligence, così come le valutazioni condivise in sede di collaborazione internazionale, non consentono, peraltro, di ritenere superato il pericolo riferibile a formazioni terroristiche collegate ad al Qaida. Anche se queste ultime risultano segnate da defezioni individuali a favore di Daesh, esse hanno continuato a far registrare una certa effervescenza tanto sul piano del reclutamento quanto su quello operativo, e proprio la competizione con DAESH potrebbe rafforzare la determinazione qaidista a intervenire sulla scena globale con atti eclatanti. Nel contempo, resta il pericolo di un’autonoma attivazione di estremisti homegrown che, individualmente o in microgruppi, potrebbero porsi in chiave emulativa sulla scia dei fatti di Parigi, concretizzare propositi violenti in relazione ad aspirazioni frustrate di raggiungere i teatri di jihad o comunque raccogliere gli appelli all’azione lanciati da Daesh e da altre organizzazioni terroristiche”.