Cronaca Italia

Terrorismo. Tre minacce: lupi solitari, autoradicalizzati e foreign fighters. La relazione dei servizi

Terrorismo. Tre minacce: lupi solitari, autoradicalizzati e foreign fighters. La relazione dei servizi

ROMA – Terrorismo. Tre minacce: lupi solitari, autoradicalizzati e foreign fighters. La relazione dei servizi. Sul rischio di attentati in Italia i “principali profili di criticità continuano a provenire dalla possibile attivazione di lone wolves e self-starters, ovvero da elementi auto-radicalizzati”. Lo ha detto il direttore del Dis Alessandro Pansa, intervenendo alla presentazione della relazione annuale dell’intelligence. Ma è tutta l’Europa nel mirino. Un’esposizione, ha sottolineato Pansa, “testimoniata non solo da attacchi effettivamente verificatisi lo scorso anno, ma anche, ed è un dato che va ricordato, dalle numerose pianificazioni sventate o fallite, oltre che dal crescente numero di segnalazioni di progetti offensivi”.

Preoccupano i foreign fighters:  “Alcuni di questi soggetti – denuncia l’intelligence – decidono di non partire a causa delle crescenti difficoltà a raggiungere il te­atro siro-iracheno, determinandosi in alternativa a compiere il jihad direttamente in territorio italiano”

La relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a cura del Dis, è stata inviata ai presidenti delle Camere e al presidente della Repubblica. Così il direttore generale del Dis Alessandro Pansa presentando a Palazzo Chigi insieme al presidente del consiglio Paolo Gentiloni il documento annuale. Pansa ha sottolineato “i rapporti senza precedenti con il Copasir per un rapporto costruttivo mirato a raggiungere i risultati migliori”.

A proposito di terrorismo islamista, preoccupa l’intelligence (le agenzie Aisi e Aise, e il coordinamento Dis), in particolare, la recente pubblicazione da parte di Daesh della rivista online Rumiyah, Roma in arabo. Inquieta quel “richiamo a Roma (intesa non solo come località geo-referenziata ma anche, in senso più ampio, come sim­bolo del ‘mondo crociato’) quale mèta finale dell’avanzata militare del Califfato”. Questa preoccupazione che combacia con “il primo assalto in Occidente all’interno di una chiesa cattolica, compiuto il 26 luglio in Francia, a Rouen, e seguito, il 31 luglio, dalla pubblicazione del numero 15 di Dabiq, rivista Isis, dall’emblematico titolo break the cross, “distruggi la croce”. (Alberto Custodero, La Repubblica)

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