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Tesoro di Alarico esiste? Hitler lo cercava. Ma per Franceschini è solo leggenda

COSENZA – Il tesoro di Alarico esiste? Hitler lo cercava, ma per il Ministero dei beni culturali è solo leggenda. Lo scorso anno il presunto bottino, quantificabile in 25 tonnellate d’oro e 150 d’argento, ha catturato l’attenzione della BBC e del Telegraph. Eppure, da Roma è arrivato un secco no agli scavi finanziati con soldi pubblici. Una decisione che non è andata giù al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, pronto ad appellarsi al ministro Franceschini.

LA LEGGENDA – Dopo il sacco di Roma del 410 d.C, il re dei Visigoti lasciò la città eterna carico del suo bottino. Oltre alle 25 tonnellate d’oro e i 150 d’argento, si parla di gioielli, monili e camei. Non solo. C’è chi è convinto che tra quei tesori vi sia anche una Menorah, il candelabro a sette bracci simbolo della religione ebraica, probabilmente portata a Roma da Tito, quando conquistò la terra di Israele nel 70 d.C.  In seguito al saccheggio di Roma, Alarico si diresse verso Reggio, per andare in Africa. Il re morì però in Calabria e secondo lo storico bizantino Jordanes, che cita Cassiodoro, fu seppellito con i suoi tesori nel letto del fiume Busento, a Cosenza, dove oggi è cercato.

HITLER ALLA RICERCA DEL TESORO DI ALARICO – La storia del tesoro di Alarico non appassiona solo gli abitanti di Cosenza. Sembra che anche Hitler fosse interessato a riportarlo alla luce. Per fare questo inviò sul posto niente meno che il capo delle SS, Heinrich Himmler. Un obiettivo che ricorda le spedizioni naziste in Tibet, organizzate sia per scopi alpinistici, sia per ragioni etnologiche (verificare se gli antichi Ariani provenivano realmente dall’Himalaya). Alarico è inoltre il nome del piano assegnato all’operazione di invasione dell’Italia, dopo l’uscita dall’Asse.

IL PROGETTO ATTUALE – Secondo quanto riportato da Repubblica, il primo cittadino lavorava al progetto di una caccia al tesoro per ritrovare la tomba e il bottino perduto dal 2012, ma nessuna prova archeologica è stata rinvenuta fino ad oggi. Eppure Occhiuto crede molto nell’iniziativa: “La storia del tesoro di Alarico continua a rimanere all’attenzione dei media nazionali e internazionali, contribuendo a rendere la nostra città sempre più attrattiva per i turisti”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. Sebbene gli storici abbiano bocciato la possibilità che sotto la città calabrese possa celarsi il tesoro più ambito da tutti gli aspiranti Indiana Jones del pianeta, il progetto rappresenta un’iniziativa di marketing territoriale, che potrebbe effettivamente rivelarsi attrattiva dal punto di vista turistico. Chi lo critica punta però il dito però contro i costi assai elevati della sua realizzazione. Si parla di svariati milioni di euro.


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