Blitz quotidiano
powered by aruba

Tiziana Cantone: chiesta archiviazione per i 4 accusati di diffamazione

NAPOLI – Non fu vittima di diffamazione Tiziana Cantone, la 31enne napoletana che si è tolta la vita lo scorso 14 settembre dopo la diffuzione in rete di alcuni video che la ritraevano in rapporti intimi con alcuni uomini. La Procura di Napoli ha infatti chiesto l’archiviazione nei confronti delle quattro persone querelate dalla stessa Tiziana. Secondo l’accusa originaria, gli indagati erano stati accusati dalla giovane di aver diffuso i video, una dichiarazione poi modificata in un successivo interrogatorio. La richiesta di archiviazione è stata avanzata dal pm Alessandro Milita, titolare del fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli. Resta ancora in piedi inve l’altro fascicolo, aperto dalla Procura di Napoli Nord, per l’ipotesi di istigazione al suicidio.

L’inchiesta per diffamazione era scattata dopo la denuncia della giovane suicida. Nel corso del tempo Tiziana cambiò più volte versione. Prima denunciò lo smarrimento del telefonino che conteneva i filmati. Poi ritrattò, ammettendo di avere inviato lei stessa i video ad alcuni conoscenze fatte in rete: fece i nomi dei quattro indagati indicandoli come responsabili della divulgazione di quei filmati. Infine ritirò la querela sostenendo di non essere certa che fossero stati loro a divulgarli. Temeva forse un altro effetto boomerang e cioè che in assenza di elementi certi rischiasse lei stessa di essere accusata per calunnia.

In un quadro così incerto e senza ulteriori riscontri, gli inquirenti hanno preferito optare per l’archiviazione, anche perché, secondo l’ordinamento italiano, la diffamazione è un reato a querela di parte, in assenza della quale viene meno la procedibilità. Nessun commento dagli avvocati della mamma di Tiziana, Andrea Imperato e Andrea Orefice, che attendono di leggere la richiesta prima di fare eventuali dichiarazioni.