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Tiziano Gambacurta viola obbligo di dimora per partita di calcio e…finisce in carcere

CIVITAVECCHIA – Giocare la partita di calcio e guidare la squadra del Montespaccato, di cui è il capitano, era più importante che rispettare l’obbligo di dimora imposto dal giudice del tribunale di Civitavecchia. Tiziano Gambacurta ha deciso di lasciare la sua casa e di entrare nel campo di calcio, dove la partita è finita in pareccio con il Canale Monterano, ma per lui sono scattate le manette ed è stato condotto al carcere di Civitavecchia.

Maurizio Gallo sul sito del quotidiano Il Tempo scrive che Gambacurta è noto in città e si trova sotto l’obbligo di dimora per una inchiesta sul traffico di droga e dopo essere stato processato, insieme ai fratelli e ai cugini, per l’omicidio di Marco Zioni avvenuto nel 2012. Nonostaqnte il provvedimento nei suoi confronti, il capitano della squadra ha deciso di giocare comunque la partita domenica 13 novembre:

“Domenica la squadra romana, seconda in classifica, affronta il Canale Monterano. Sul tappeto verde c’è anche lui, Tiziano, sottoposto a una misura di prevenzione decisa dal tribunale di Roma che stabilisce l’obbligo di dimora all’interno del territorio comunale capitolino. Un provvedimento che si basa su eventuali indagini a carico del soggetto in questione e sulle sue frequentazioni «poco raccomandabili». Nel caso di Gambacurta, che fa parte di una famiglia «importante» di Montespaccato, c’è il fatto che è stato indagato per droga e processato con fratelli e cugini per l’omicidio di Marco Zioni, ucciso a colpi di pistola proprio davanti all’ingresso dell’impianto sportivo nel 2012. È stato sempre assolto, è vero. Però il divieto è ancora attivo. E Canale Monterano è oltre i «confini» che non può valicare per legge”.

Tra gli spettatori della partita non ci sono solo tifosi di entrambi i club, ma anche due agenti dei carabinieri che avevano il compito di seguirlo e che a partita finita, in parità, sono entrati negli spogliatoi e lo hanno arrestato:

“Negli spogliatoi, però, Tiziano Gambacurtatrova i carabinieri della Compagnia di Bracciano agli ordini del capitano (questa volta con le stellette e non con la fascia rossa al braccio) Alessandro Papuli e due manette che gli si stringono ai polsi. «Stavo a fa solo ’na partita…», si difende lui. Invano: Gambacurta, fedele alla sua squadra ma «infedele» al giudice, viene arrestato e condotto nel carcere di Civitavecchia. Ora il magistrato competente dovrà decidere se lasciarlo in cella, rimetterlo in libertà o firmare nei suoi confronti nuove misure restrittive della libertà personale”.

Tiziano e tutta la sua famiglia, i Gambacurta, sono noti a Montespaccato e insieme a fratelli e cugini si è ritrovato indagato per la morte di Marzo Zioni, raggiunto da un proiettile all’addome il 21 febbraio 2012 proprio fuori dallo stadio di Montespaccato e poi morto al Policlinico Gemelli, dove era arrivato in condizioni disperate:

“All’origine del delitto ci fu una lite tra due famiglie, i Gambacurta e gli Zioni, che si contendevano l’affidamento di un bambino figlio di loro parenti. Zioni era il cugino della madre del piccolo. Il processo di primo grado per quell’assassinio si concluse il 12 dicembre 2014 con la condanna a 16 anni di reculsione per Massimiliano Gambacurta, cugino di Tiziano. E con l’assoluzione di quest’ultimo, del fratello Domenico e di Marco Lo Pinto «per non aver commesso il fatto». Nel marzo precedente era stato assolto anche Giuseppe Lo Pinto, accusato di essere il mandante dell’omicidio. Il 5 ottobre 2015, però, durante l’appello, il procuratore generale Alberto Cozzella ha chiesto di ribaltare il verdetto e di comminare quattro condanne, due delle quali all’ergastolo. Per Massimiliano e Tiziano Gambacurta la richiesta del pg è stata di 24 anni dietro le sbarre. Ma prima, è la speranza del capitano, ci potrebbe scappare il tempo per un’altra partitina”.


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