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Tiziano Renzi: archiviata inchiesta per bancarotta fraudolenta

GENOVA – Archiviata l’inchiesta per bancarotta fraudolenta a carico di Tiziano Renzi, papà del premier Matteo. Renzi senior era finito indagato per il fallimento della Chil Post, società di distribuzione pubblicità e giornali con sede a Genova.

Il pm Marco Airoldi aveva chiesto l’archiviazione per Tiziano Renzi per due volte, ma la prima volta il gip aveva respinto e chiesto ulteriori accertamenti. Per il pubblico ministero Renzi padre non avrebbe influito sul crac della società.

La Chil post era stata dichiarata fallita il 7 febbraio 2013, tre anni dopo il passaggio di proprietà dal padre del premier Tiziano Renzi ad Antonello Gambelli e Mariano Massone (entrambi invece già a processo per la vicenda). Tiziano Renzi era stato accusato di bancarotta fraudolenta per 1,3 milioni di euro. Il curatore fallimentare aveva ravvisato alcuni passaggi sospetti nella cessione di rami d’azienda sani alla Eventi Sei, società intestata alla moglie di Tiziano Renzi, Laura Bovoli, per poco più di 3000 euro, cifra non ritenuta congrua.

Tra le situazioni anomale, secondo il curatore fallimentare anche il fatto che Chil post svolgeva gran parte del suo lavoro per Tnt, ma subito prima della cessione di Chil post, Tnt ridusse la collaborazione con l’azienda e successivamente la implementò con la Eventi Sei. Dalle nuove indagini non sarebbe emerso che questo avrebbe comportato un depauperamento della Chil post e per questo il pm aveva chiesto una nuova archiviazione, oggi accordata dal gip.

“Dopo 22 mesi di incubo kafkiano – ha gioito Tiziano Renzi – ho finalmente ricevuto l’archiviazione dall’accusa di bancarotta fraudolenta. Sono felice per i miei amici e soprattutto per i miei nipoti che non hanno mai dubitato per il loro nonno. Ma che oggi sento più vicini che mai”. “Ho sofferto molto in questi due anni – ha aggiunto – sarei ipocrita a negarlo. Ma credo talmente nella giustizia che passerò i prossimi anni nelle aule di tribunale per chiedere il risarcimento dei danni per il fango che mi è stato gettato addosso in ragione del cognome che porto”.

Stia allora in guardia Beppe Grillo, che in concomitanza con la notizia che scagiona Babbo Renzi, pubblica sul suo blog un articolo dal titolo: “L’outlet di Fasano e gli affari di #BabboRenzi”. Nel pezzo si parla di un altra vicenda che coinvolgerebbe il padre del premier:  l’approvazione di un piano regolatore a Fasano nel quale “è prevista la costruzione di un “Outlet” da parte della società Egnazia Shopping Mall S.r.l. legata non solo a Lorenzo Rosi, ex Presidente di Banca Etruria, ma anche agli affari della famiglia del Bomba, per il tramite del Babbo”.