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Tolmezzo, buco da 2,5mln euro in banca: impiegata nei guai

UDINE  – Un buco da 2,5 milioni di euro è stato trovato nelle casse del Banco di Brescia Ubi banca, nella filiale della città di Tolmezzo, in provincia di Udine. Questo il totale dei diversi ammanchi nei conti correnti dei clienti e ora la Procura ha aperto un’inchiesta e i sospetti sono concentrati su una dipendente della banca, una donna di 53 anni originaria di Enemonzo. La donna avrebbe sottratto il denaro ed è accusata di appropriazione indebita aggravata e continuata.

Alessandra Ceschia in collaborazione con Gino Grillo ne parla su Il Messaggero Veneto e scrive che il caso è emerso a gennaio 2016, quando un correntista che ha visto sparire 70mila euro dal suo conto ha fatto la prima segnalazione. Poi altri risparmiatori hanno iniziato a denunciare gli ammanchi, raccontando di aver affidato alla donna, di cui si fidavano, i soldi da investire:

“Sarebbero almeno una decina le persone danneggiate, ma il quadro della situazione potrebbe essere ancora parziale. Anche i vertici dell’istituto di credito avrebbero presentato un esposto: un documento dettagliato che elenca alcune operazioni anomale, tutte da verificare. In alcuni casi riguardano importi modesti, in altri le cifre arrivano a diverse centinaia di migliaia di euro. Operazioni effettuate nell’arco di quasi cinque anni.

Sulla vicenda stanno cercando di fare chiarezza i carabinieri della Compagnia di Tolmezzo, guidati dal capitano Stefano Bortone, cui sono state delegate le indagini. I militari, nei giorni scorsi, hanno perquisito l’abitazione della donna – che nel frattempo sarebbe stata sospesa dall’incarico – e hanno acquisito documenti ritenuti utili alle indagini.

Gli investigatori vogliono mettere a fuoco il meccanismo utilizzato per far sparire il denaro dai conti correnti. Le indagini sono ancora in fase iniziale, è necessario però stabilire esattamente quante persone siano cadute nella trappola e se in questo vortice di soldi siano coinvolte altre persone oltre alla dipendente.

Un paio di risparmiatori, assistiti dallo studio Campeis, hanno perso centinaia di migliaia di euro. «Stiamo cercando di capire se i prelievi siano stati fatti sulla base di documentazione regolare, su ordini di acquisti in bianco o addirittura con falsificazione delle firme – chiarisce l’avvocato Massimiliano Campeis, legale di fiducia con Carlotta Campeis di due clienti della banca che hanno presentato denuncia –. Stiamo valutando la possibilità di procedere nei confronti dell’istituto di credito oltre che della persona fisica, intanto, abbiamo richiesto la documentazione bancaria»”.


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