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Tony Drago, madre: “Poca fiducia nelle istituzioni”

ROMA – Tony Drago era un militare di 25 anni che secondo la Procura di Roma sarebbe morto suicida il 6 luglio 2014. A distanza di anni il è ancora in auge, soprattutto dopo che nel mese di aprile il gip ha respinto la richiesta di archiviazione. Ma non solo, perché sul presunto suicidio del ragazzo, rompe il silenzio la madre della vittima Rosaria Intranuovo che alla stampa ha dichiarato: “Non ho mai creduto che mio figlio si sia suicidato. Tornando indietro non so se gli permetterei di fare il militare. Ho fiducia nel gip, meno nelle istituzioni”.

Il corpo del militare è stato trovato la mattina, verso le 6, nel piazzale davanti agli alloggi dall’ufficiale di Picchetto presso la Caserma Sabatini di Roma, disteso a terra, col volto sull’asfalto e le infradito ai piedi: si sarebbe lanciato dalla finestra di una caserma romana.

All’epoca dei fatti era stato detto che Tony si era suicidato a causa di problemi sentimentali, ma la signora Intranuovo ha aggiunto che secondo lei  “Qualcosa è successo quella notte, qualcosa di molto grave. Tutto è stato ricreato affinché mio figlio passasse per suicida”, sostenendo l’ipotesi della difesa che la scena del sarebbe stata “ricreata”, ad hoc, in un secondo momento. Non hanno convinto neanche le dichiarazioni dei compagni di Drago e alcuni segni sul corpo del militare: “Mi manca tantissimo mio figlio. Adesso i colpevoli la devono pagare”.

La madre del ragazzo ha raccontato la sua sofferenza di qui momenti: “Io mi sono ritrovata in un’aula di tribunale per la prima volta nella mia vita ed è stato un momento difficilissimo. All’uscita del tribunale, ho trovato tutti gli amici di Tony che sono arrivati dalla Sicilia, da Perugia e anche dall’estero per essere vicini alla nostra famiglia”.

E non perde la speranza circa la risoluzione di questa morte misteriosa: “Io sono molto positiva, perché in quell’aula ho visto il gip, la Dott.ssa Angela Gerardi che è una persona molto attenta e capace. I nostri tre avvocati sono stati di una competenza straordinaria. Noi tutti vogliamo credere nella giustizia, perché stiamo combattendo questa battaglia per la verità per Tony. Vogliamo la verità vera, non quella che conviene a noi. Io fin da quel 6 luglio 2014 non ho mai creduto che mio figlio si sia suicidato”.

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