Cronaca Italia

Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov…

Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov...

Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov…

ROMA – Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov… “Vai a Tor Bella Monaca, lasci il denaro in un posto e dopo qualche ora ti portano la pistola in un altro”, ha confidato un giovane “pizzicato” al Casilino dai carabinieri con una pistola calibro 7 e 65 spagnola, citato da Il Messaggero.

A San Basilio, altro quartiere critico di Roma, una delle maggiori centrali di spaccio del Paese, cocaina e armi passano attraverso gli stessi canali: dato il contesto, possedere un’arma è più di una necessità, “Per i criminali di quartiere è uno status symbol per accreditarsi nell’ambiente”, assicura un poliziotto.

E cosa dire dell’arsenale nascosto al quartiere Casalotti (all’altro capo della città) da quella che era considerata una mezza tacca tra i pusher romani? In realtà Daniele Mezzatesta, custode di una santabarbara e di 73 kg di eroina appoggiati nel suo garage, ha tenuto la bocca chiusa anche se si è beccato 17 anni di reclusione: per conto d chi custodiva tre pistole con matricola abrasa (una 7.65 parabellum, una Glock 9×21 e una Beretta 6,35), due kalashnikov AK-47, una mitraglietta Skorpion K1, fucili a pompa e a canne mozze e una carabina con un cannocchiale di precisione montato sopra in grado di colpire a grosse distanze e 3 silenziatori, più sei chili di tritolo ad alto potenziale esplosivo? “Qui dentro ci sono armi per scatenare la guerra su Roma”, commentavano sconsolati gli agenti speciali della Finanza.

E’ per questo che Alessia Marani de Il Messaggero è costretta al titolo ad effetto giustificato da una realtà criminale in cui sono ancora avvertibili spifferi di anni ’70 che rimandano a vecchie conoscenze come gli ex della Banda della Magliana (chi non ricorda l’arsenale nei sotterranei del Ministero delle Poste all’Eur?). “Outlet delle armi”, con tanto di tariffario: 250 euro per una semiautomatica, 1000 euro per una mitraglietta Uzi, 2000 euro per il ricercatissimo Kalashnikov (che nei Balcani si trova a 100 euro)…

Indagini raccontano di pistole volanti, quelle da prendere sul momento per un colpo e riconsegnare, noleggiate dai nomadi. «Le armi le tengono sotterrate, chiuse in bauli tipo forzieri, mai dentro i campi», confida un pentito a un militare. Un kalashnikov mezzo arrugginito spunta fuori dall’Aniene mentre i carabinieri cercano altro. Armi si rimediano anche con le rapine ai metronotte o i furti dei cassettari che tra Rolex e preziosi pescano ferri da distribuire. Gli slavi fanno scuola. Da quando la cortina di ferro è caduta non hanno mai smesso di inondare il mercato nero italiano. (Alessia Marani, Il Messaggero)

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