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Torino. Gino Leone e la figlia down Roberta morti in casa a distanza di poche ore

TORINO – Gino Leone e la figlia Roberta sono stati trovati morti in casa a Torino il 30 novembre. L’uomo di 72 anni e la figlia di 41 anni, che soffriva della sindrome di Down, sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, forse per un attacco cardiaco. In casa e sui loro corpi non ci sono segni di violenza, ma i carabinieri indagano sulla loro morte che sembra per cause naturali, ma non hanno del tutto escluso l’ipotesi dell’omicidio-suicidio.

Dai primi accertamenti, la donna sembrerebbe essere stata colpita da un attacco cardiaco a poche ore dal decesso del padre. A confermare questa prima ricostruzione degli inquirenti, e quindi a escludere altre ipotesi, sarà l’autopsia che verrà disposta dal magistrato di turno. A dare l’allarme, la mattina del 30 novembre, la moglie e madre delle due vittime, che ha trovato i corpi in camera da letto nell’appartamento di via Nergaville 33 a Torino e ha subito chiamato il fratello. Carlotta Rocci su Repubblica scrive:

“La ragazza era down ma conduceva una vita normale. Lavorava come impiegata in una cooperativa. “Era una famiglia che aveva avuto tante disgrazie ma non c’erano problemi evidenti  ultimamente anche se non ci vedevamo da un po'”, racconta il cognato. Qualche anno fa la sorella di Roberta si era suicidata”.

I due sarebbero morti per cause naturali, ma sui loro corpi è stata diposta l’autopsia:

“Sembra che il padre, Gino Leone, 72 anni,  sia morto per primo forse 24 ore prima della figlia. I vicini lo hanno visto per l’ultima volta due giorni fa. Roberta Leone, 41 anni, era a casa con l’influenza. La moglie non si sarebbe accorta della morte del marito fino a questa mattina quando ha chiesto aiuto”.


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