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Torino: Jerome Dyson-Ian Miller picchiati in discoteca ma…

Jerome Dyson e Ian Miller, giocatori di basket americani della Manital Torino, aggrediti da quattro uomini in un locale notturno nel capoluogo piemontese.

TORINO – Disavventura per Jerome Dyson e Ian Miller, giocatori di basket americani della Manital Torino, aggrediti da quattro uomini in un locale notturno nel capoluogo piemontese, nella notte tra martedì e mercoledì: entrambi hanno riportato forti contusioni ed ematomi su tutto il corpo. Miller ha saltato l’allenamento di ripresa dell’attività programmato ieri, mentre Dyson, che ha subito le conseguenze maggiori, è risultato irraggiungibile fino a questa mattina, scosso e fisicamente provato dall’incidente.

Dyson e Miller avevano trascorso la serata in discoteca usufruendo del periodo di libertà concesso dalla società per la pausa del campionato di serie A. Tra i possibili moventi dell’aggressione, sembrano esclusi quelli a sfondo razziale o per motivi di tifo.

Federico Genta su La Stampa spiega come è stato chiarito il mistero:

«Jerome Dyson e Ian Miller sono stati aggrediti». Inizia così breve comunicato pubblicato questa mattina sul sito ufficiale dell’Auxilium Cus Torino. Nella tarda serata di ieri, mercoledì, dalla stessa Manital erano trapelate le prime indiscrezioni sulla misteriosa scomparsa del ventottenne statunitense, che non si era presentato insieme ai compagni all’allenamento.

Subito si era parlato di un scazzottata, in cui sarebbe stato convinto il giocatore di basket. Poco fa la conferma e i primi chiarimenti sulla vicenda, per bocca del presidente Massimo Feira: «Jerome e Ian hanno trascorso la serata in una discoteca di Torino. Una volta usciti, hanno incontrato le persone sbagliate e Jerome è stato picchiato. L’episodio l’ha scosso molto. Ancora adesso – giovedì mattina -, non ho avuto la possibilità di parlargli. Ma so che sta bene: le contusioni riportate non sono gravi. Malgrado tutto proprio in queste ore si sta sottoponendo ad alcune visite mediche per avere ulteriori conferme del suo buono stato di salute».


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