In Toscana sarà possibile cacciare i cinghiali in tutte le stagioni. Con la modifica alla legge regionale in materia, si potranno anche vendere i capi abbattuti in occasione di sagre e manifestazioni enogastronomiche. Tra le novità previste, c’è anche l’obbligo di indossare indumenti ad alta visibilità e la possibilità, in casi specifici ed autorizzati dalla provincia, di effettuare abbattimenti su terreno innevato.
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la legge che riforma l’attività di caccia indicando anche un calendario stagionale che andrà dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio ma potrà essere esteso per tutto l’anno.
La modifica introduce infatti il principio di «densità venatoria sostenibile» di selvaggina al fine di controllare l’aumento indiscriminato dei cinghiali nel territorio. La clausola «se vi saranno pericoli per l’agricoltura» però non ha convinto i consiglieri di Sinistra, ecologia e libertà che hanno votato contro il provvedimento.
La votazione è stata preceduta da un lungo dibattito in aula, durante il quale sono stati presentati numerosi emendamenti, in parte approvati, da Unione di Centro, Partito democratico e soprattutto Sinistra, ecologia e libertà.
Accolto a maggioranza, ma con l’astensione del Popolo della libertà, anche un ordine del giorno dell’Udc che impegna la giunta a richiedere al governo le risorse destinate alle regioni per l’attività di caccia. Risorse istituite dalla Finanziaria del 2000 ma non più inserite nella legge di bilancio a partire dal 2003.
Con la riforma regionale, la pianificazione della caccia al cinghiale è ora assegnata alle province, che avranno la possibilità di autorizzare, «in caso di danni all’agricoltura», l’abbattimento dei capi in qualsiasi periodo dell’anno.
Per «danni alle coltivazioni ed alla zootecnica», invece, potranno essere accordate soppressioni mirate anche per storni, tortore dal collare orientale e piccioni. Le province avranno infine totale competenza in materia di pianificazione e programmazione e lo strumento di riferimento sarà il “Piano faunistico venatorio provinciale”.
La norma indica poi le regole per la creazione di aziende faunistico-venatorie ed aziende agrituristico-venatorie (con minimo 100 ettari). Per la vigilanza dell’attività di caccia (o venatoria) sarà utilizzato, oltre a guardie giurate e guardie forestali e campestri delle comunità montane, anche il corpo di polizia municipale.
* Scuola di Giornalismo della Luiss
28 gennaio 2010 | 15:27 Letto 2180 volte
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TAG: abbattimenti, agricoltura, agriturismo, caccia, cinghiale, comunità montane, guardie forestali, legge, provincia, regione, riforma, sagre, selvaggina, toscana, venatoria, zootecnica
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