Toscana: caccia al cinghiale tutto l’anno

di Marco Maimeri

In Toscana sarà possibile cacciare i cinghiali in tutte le stagioni. Con la modifica alla legge regionale in materia, si potranno anche vendere i capi abbattuti in occasione di sagre e manifestazioni enogastronomiche. Tra le novità previste, c’è anche l’obbligo di indossare indumenti ad alta visibilità e la possibilità, in casi specifici ed autorizzati dalla provincia, di effettuare abbattimenti su terreno innevato.

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la legge che riforma l’attività di caccia indicando anche un calendario stagionale che andrà dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio ma potrà essere esteso per tutto l’anno.

La modifica introduce infatti il principio di «densità venatoria sostenibile» di selvaggina al fine di controllare l’aumento indiscriminato dei cinghiali nel territorio. La clausola «se vi saranno pericoli per l’agricoltura» però non ha convinto i consiglieri di Sinistra, ecologia e libertà che hanno votato contro il provvedimento.

Scene di caccia al cinghiale in Toscana

La votazione è stata preceduta da un lungo dibattito in aula, durante il quale sono stati presentati numerosi emendamenti, in parte approvati, da Unione di Centro, Partito democratico e soprattutto Sinistra, ecologia e libertà.

Accolto a maggioranza, ma con l’astensione del Popolo della libertà, anche un ordine del giorno dell’Udc che impegna la giunta a richiedere al governo le risorse destinate alle regioni per l’attività di caccia. Risorse istituite dalla Finanziaria del 2000 ma non più inserite nella legge di bilancio a partire dal 2003.

Con la riforma regionale, la pianificazione della caccia al cinghiale è ora assegnata alle province, che avranno la possibilità di autorizzare, «in caso di danni all’agricoltura», l’abbattimento dei capi in qualsiasi periodo dell’anno.

Per «danni alle coltivazioni ed alla zootecnica», invece, potranno essere accordate soppressioni mirate anche per storni, tortore dal collare orientale e piccioni. Le province avranno infine totale competenza in materia di pianificazione e programmazione e lo strumento di riferimento sarà il “Piano faunistico venatorio provinciale”.

La norma indica poi le regole per la creazione di aziende faunistico-venatorie ed aziende agrituristico-venatorie (con minimo 100 ettari). Per la vigilanza dell’attività di caccia (o venatoria) sarà utilizzato, oltre a guardie giurate e guardie forestali e campestri delle comunità montane, anche il corpo di polizia municipale.

* Scuola di Giornalismo della Luiss

28 gennaio 2010 | 15:27   Letto 2180 volte   


Wikio
  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • PDF
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • MySpace
  • Netvibes
  • StumbleUpon

PER SAPERNE DI PIU'

Leggere anche...

Puoi lasciare un commento, o effettuare il trackback dal tuo sito.

Un commento a “Toscana: caccia al cinghiale tutto l’anno”

  • Corrado Cipolla d'Abruzzo scrive:

    LaToscana come sempre è all’avanguardia ed è l’ultimo rifugio di civiltà umana per noi cacciatori

    Corrado Cipolla d’Abruzzo

Scrivi un commento

Tutte le sezioni di Blitz notizia per notizia

blitz blog

Surreality Rai. Quando Garimberti e Masi per una volta erano d'accordo nel dire: "Decidiamo noi!" e volevano mandare Berlusconi a cuccia...

Questa è una notizia dell'Ansa di un anno fa, del 3 settembre 2009. Di suo, letta oggi, è surreale. Non c'è bisogno di commenti per renderla comica, alla luce di quel che è successo in questi dodici mesi. RAI: GARIMBERTI, NOMINE NON SONO OGGETTO DI SCAMBIO . DIREZIONE GENERALE, NIENTE ACCORDI GIA' DEFINITI Nel Consiglio di amministrazione del 9 settembre [2009], il primo dopo la pausa estiva, non è prevista alcuna nomina ma dall'ultima riunione del Cda di Viale Mazzini non si é parlato d'altro. Oggi [3 settembre 2009]  il presidente Paolo Garimberti ha firmato l'ordine del giorno senza quel punto: "Così come non si decidono nei palazzi fuori dalla Rai, le nomine non si fanno nemmeno in 'comitati ristretti' all'interno dell'azienda", sostiene Garimberti, perché oggi continuavano a circolare indiscrezioni sulle nomine a Rai Tre e sull'ipotesi che il Cda possa procedere a maggioranza portando la candidatura di Gianni Minoli. "Le nomine, che non possono essere mai oggetto di scambio con l'esistenza o meno di programmi, devono essere approfonditamente discusse e ampiamente condivise con tutti i membri del Cda", ha aggiunto Garimberti. Una riflessione che, secondo il presidente, non ci sarebbe potuta essere proprio a causa della pausa estiva e per questo, dopo aver consultato anche il direttore generale, non ha messo all'ordine del giorno il punto nomine. Anche la direzione generale oggi dice la sua sul tema, spiegando che eventuali future nomine saranno come sempre uniformate alle normative vigenti e alle procedure aziendali secondo criteri d professionalità e del più ampio consenso possibile. Quindi non ci sarebbero "accordi già definiti e pressing per le nomine in Rai". Nel mirino c'é il direttore di Raitre Paolo Ruffini, che oggi parla e si difende con la sua linea editoriale: "A Raitre non esiste controllo o censura, ma libertà e spirito critico. E' un modo di fare buona televisione, che deve raccontare il nostro Paese con approccio critico. Credo sia questo a dare il senso al nostro essere servizio pubblico". Ma la sua posizione non è delle più semplici perché se, da una parte, è nel mirino della maggioranza di governo perché la sua è la rete di alcuni dei programmi più discussi come quelli di Fabio Fazio, di Milena Gabanelli, di Serena Dandini. Dall'altra esiste però la questione interna al Pd, le cui diverse anime, che probabilmente vorrebbero trovare espressione anche nella dirigenza Rai, si affronteranno solo nel prossimo congresso del partito. Ora però, dopo le accuse di voler aspettare quella occasione per un cambio a Raitre e Tg3, ci sarebbe chi, anche nell'opposizione, spinge per una decisione immediata. Al pettine verrà presto anche il nodo di Annozero che deve partire il 24 settembre ma è già oggetto di rumors. Oggi sia Marco Travaglio che Vauro dicono che Michele Santoro ha confermato loro che nella prossima edizione ci saranno ma, di fatto, nessuno dei due ha ancora firmato un contratto. E visto che Santoro ha già incontrato il direttore generale Mauro Masi e il direttore di Raidue Massimo Liofredi, non è da escludere che si stia tentando di rivedere la formula della trasmissione che è continuamente al centro della discussione politica. Nessuna ipotesi di modifica alla struttura sarebbe ancora stata avanzata ufficialmente ma non si deve certo escludere che se ne parlerà.

Le opinioni (» archivio)

Il "botto" di Berlusconi

Era un giorno iracondo e nervoso, come le “notti buie e tempestose” [...]

di Mino Fuccillo

Fischiare Dell'Utri si può

Non so fischiare, anzi ho sempre provato una grande invidia per Giovanni[...]

di Giuseppe Giulietti

La scuola “picconata”

Negli ultimi cinque anni la “popolazione scolastica”, cioè il numer[...]

di Sergio Carli

I più visti da youtube
AGI Ascolta Radio Blitz Segui Blitz su Twitter Dagospia
un pensiero al giorno

Il tempo è una illusione. L'ora di pranzo è una doppia illusione

Douglas Adams

Blitz Local: scopri le notizie locali per ogni provincia Blitz: tutte le news di calcio LadyBlitz: tutte le news femminili Leggi i commenti degli utenti di Blitz

i più letti

AdLINK Internet Media

Per avere informazioni in merito alle pianificazioni pubblicitarie su Blitz Quotidiano, contattare:
Hi-media
Via Cosimo del Fante, 4
20122 Milano
Tel 02.855011.1
Contatti: italy@hi-media.com
Sito web: www.hi-media.com/it

Audiweb Certified