Blitz quotidiano
powered by aruba

Traffico rifiuti: generale carabinieri Enzo Fanelli indagato

GENOVA – Enzo Fanelli, generale dei carabinieri ed ex comandante della Legione Liguria è indagato, con l’accusa di truffa aggravata, nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti condotto dai militari del Noe a Genova. Con Fanelli, che ora presiede la Commissione per la condizione generale del personale dell’Arma, è indagato, con la stessa accusa anche l’ufficiale Massimo Milli, ex comandante della caserma dei carabinieri Vittorio Veneto a Genova.

Fanelli e Milli sono indagati perché avrebbero risparmiato sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dalla ristrutturazione della caserma Vittorio Veneto accordandosi con i dirigenti della municipalizzata Amiu e della ditta specializzata Switch, che avrebbero fatto figurare i detriti come rifiuti urbani provenienti dalla bonifica del territorio. Ciò sarebbe avvenuto tra febbraio e marzo 2013.

L’inchiesta, coordinata dai magistrati Paola Calleri e Francesco Cardona Albini, ieri ha portato ai domiciliari sette persone tra funzionari Amiu e Switch. Nel registro degli indagati sono iscritti anche l’ex direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo, attualmente a Torino presso il Provveditorato penitenziario e la funzionaria del penitenziario di Marassi Marta Ghio. Per loro l’accusa è di abuso d’ufficio per aver fatto ritirare rifiuti elettronici passandoli come rifiuti urbani. Indagato anche Angelo Priarone, ex presidente della società Terme di Genova, con l’accusa di truffa aggravata.

La notizia viene riportata dal Secolo XIX che spiega:

La raccolta differenziata a Genova era tutto fuorché una procedura per rendere più pulita la città e in generale inquinare meno. E in particolare fra 2011 e 2014, dicono i magistrati, è servita a qualcuno per fare un sacco di soldi sulla schiena dei cittadini : gonfiando i costi degli smaltimenti, falsificando i documenti in cui si dovrebbe spiegare quant’ è stato smaltito, creando sottobanco subappalti o misteriose addizionali e scomponendo i lavori in un florilegio di spese aggiuntive.

Ma c’è dell’altro. Quando pure un gruppetto di vigili del fuoco si fa comprare con 800 euro, significa che qualcosa non quadra. Tant’è che la mini-mazzetta ai pompieri è uno degli episodi più «emblematici» fra quelli evidenziati nell’ordinanza con cui il giudice dell’indagine preliminare Roberta Bossi motiva l’arresto di Maurizio Dufour, Roberto Curati e Stefano Ionadi (vertici della società “Switch” che gestiva la differenziata per conto di Amiu) e dei funzionari della municipalizzata Massimo Bizzi, Roberta Malatesta, Tonito Magnasco e Claudio Angelosanto.


TAG: ,