Trans Marrazzo. Morta Brenda, si indaga per omicidio volontario

MARRAZZOBrenda è stata trovata morta per esalazioni da fumo, ora la Procura indaga per omicidio volontario: il corpo era riverso sul soppalco, senza alcun segno di violenza, con una bottiglia di whisky accanto nel suo appartamento in via Due Ponti a Roma.

Il trans brasiliano coinvolto nello scandalo Marrazzo è stato divorato dalle fiamme di un incendio che si è sviluppato forse seminterrato della palazzina: vicino alla porta d’ingresso del seminterrato è stato trovato un borsone con una sostanza capace di generare una combustione lenta. Altre tracce di liquido infiammabile sono state rinvenute dalla scientifica non distanti dal cadavere.

Un testimone ha dato l’allarme intorno alle 4.15 della notte tra giovedì e venerdì, la porta dell’appartamento era chiusa al momento dell’arrivo dei vigili del fuoco. Gli investigatori hanno deciso che sarà effettuata l’autopsia sul cadavere.

Chi la conosceva bene si dispera, ma non ha dubbi: «L’hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Visibilmente scossa, Barbara, un trans amico della vittima, racconta delle sue perplessità su questa strana morte.

«Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynés, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione», dice Barbara, «né Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».

Il computer della vittima è stato trovato bagnato all’interno del lavandino come se fosse stato immerso nell’acqua, forse per renderlo inutilizzabile: gli agenti lo hanno sequestrato. Nell’appartamento di Brenda c’erano anche delle valigie pronte, forse voleva scappare dall’incubo che l’aveva travolta dopo le sue testimonianze riguardo agli incontri e a un secondo video “piccante” in cui c’era l’ex presidente della Regione Lazio.

La casa del trans è composta da un unico ambiente con una finestra, angolo cottura e un letto, e poi un bagnetto. Una stanza ampia circa 20 metri quadrati con una scala che porta ad un piccolo soppalco. E proprio lì sopra, riversa in terra, sarebbe stata rinvenuta Brenda, seminuda.

Per l’identificazione del corpo manca solo il riscontro ufficiale, ma gli investigatori sono praticamente certi che si tratti del trans brasiliano. Nell’affaire del sesso-ricatto a Marrazzo, Brenda è la seconda vittima: a settembre Gianguarino Cafasso è deceduto in seguito a un overdose. Il pusher, amico e fornitore dei trans, era stato il primo a proporre il filmato bollente dei carabinieri.

Brenda era l’unica che telefonava a Piero Marrazzo, lo cercava ai centralini della Regione. Non una volta ma più volte. Le chiamate sono state raccolte tutte, anche se dopo lo scandalo e prima di morire carbonizzata in casa, il trans aveva sempre negato. Si presentava proprio con il suo nome, l’unica ad aver contattato direttamente Marrazzo sul posto di lavoro, tramite i numeri fissi della segreteria. Natalie invece, ovvero il trans ritratto con l’ex presidente della Regione Lazio nel video oggetto di ricatto da parte di quattro carabinieri infedeli, chiamava -per sua stessa ammissione- Marrazzo direttamente sul cellulare.

E dopo il ritrovamento del cadavere di Brenda il mercato del sesso della zona Flaminia a Roma ha paura, dopo quello che è successo all’ex governatore in tanti potrebbero temere un simile scandalo o ritorsioni. Il legale di Piero Marrazzo, Luca Petrucci, invita a stare attenti perché anche Natalì, il transessuale che era con l’ex governatore del Lazio durante il blitz dei carabinieri del 3 agosto scorso in  via Gradoli, potrebbe essere in pericolo.

«Ritengo giusto ora mettere sotto protezione Natalì, forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca dove si mettevano tra l’altro a tacere i testimoni. È un fatto inquietante, un fatto veramente inquietante -aggiunge Petrucci – non posso pensare che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata».

Per il legale di Marrazzo «vanno approfondite le cause, capire cosa c’è dietro, anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media».

Natalì, raggiunta dai giornalisti ha commentato: «Sono tranquilla. Non ho paura di nulla perché non ho fatto nulla. Non ero amica di Brenda, non l’ho mai conosciuta. Non so se l’hanno uccisa». A chi le chiedeva se si stesse recando in Questura, Natalì ha risposto: «No, sto andando dal mio avvocato».

«Se credo al suicidio di Brenda? Non lo so. Se è successo quello che è successo a lei, può darsi che sia perché ha fatto qualcosa. Io non posso dirlo. Nessuno sa la verità e io non posso dire una cosa che non so. Può darsi che si è ammazzata, può darsi che qualcuno… – si è interrotta – Ma questa non è una cosa che mi riguarda, io non c’entro niente, bisogna vedere la perizia».

Alla domanda di un giornalista se avesse visto o meno il secondo video di Marrazzo, Natalie ha risposto di no: «Non l’ho visto, sono cose che si dicono in giro, però nessuno sa la verità. Se il secondo video era sul computer di Brenda? Dicono di sì». Due morti però sono una cosa un po’ strana, le suggerisce il giornalista: «Strano è strano però io non posso dire… Non è che ho rapporti di amicizia con quelli… che abitano là sopra, sono di qua, conosco qualche mia compaesana. Mi dispiace veramente perché quello che è successo non si augura a nessuno. Io non ho amicizia con lei, la conosco perché è mia compaesana. Se lei si ubriaca come hanno detto la prima volta i giornali quando la polizia l’ha presa è una sua cosa privata. Se lei si droga o se lei è malata sono cose sue. A me non me ne frega – ha concluso allontanandosi dalle telecamere – A me importa di me stessa».

Anche Vladimir Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender crede che dietro alla morte di Brenda ci possa essere la paura di qualcuno e che siano molti i dubbi sul suicidio: «Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda. Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza – spiega Luxuria – viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi».

«Confido nelle indagini – prosegue Luxuria – tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perché sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità. Brenda pochi giorni fa è stata picchiata e le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi – sottolinea – Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava».

I nomi rimasti ancora segreti di altri politici, di destra e di sinistra, che avrebbero frequentato le transessuali brasiliane. «Chi ha vissuto e visto come è stato trattato Marrazzo poteva temere molto per sé e la sua carriera – conclude Luxuria – Brenda potrebbe essere stata vista come una persona troppo scomoda. Inoltre una persona trans che si brucia con tutto quello che ha fatto e investito sul suo corpo e poi si mortifica in questo modo mi lascia con tanti dubbi».

20 novembre 2009 | 12:16   Letto 1113 volte   


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