Cronaca Italia

Trattati di Roma, allarme intelligence per rischio scontri: città blindata

Trattati di Roma, allarme intelligence per rischio scontri: città blindata

Trattati di Roma, allarme intelligence per rischio scontri: città blindata

ROMA – Allarme disordini nella capitale con l’avvicinarsi del vertice internazionale per i sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma. Dopo i casi di Bologna, Napoli e della stessa Roma, dove ci sono stati scontri durante l’intervento della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, alla Sapienza.

Il Messaggero sottolinea i rischi per la capitale, dove dal 25 al 27 marzo si riuniranno 40 capi di Stato e di governo europei come Angela Merkel, Mariano Rajoy, Francois Hollande per celebrare la firma dei trattati che hanno dato origine alla Comunità economica europea. 

Scrive il quotidiano romano:

Bologna, Napoli, e ora Roma. Ha facce diverse la protesta che sta mettendo a ferro e fuoco mezza Italia. Ha il volto dei disoccupati, quello del sud che si sente abbandonato, e quello degli studenti e dei precari. E nasconde focolai di agitazione che, secondo i nostri esperti di intelligence, vengono alimentati da frange più organizzate che hanno un disegno preciso: alzare il livello di tensione. Ogni occasione è buona per entrare “in guerra”.

A Roma a fine marzo si attendono tre giorni ad alto rischio scontri, con il centro storico che sarà off limits per permettere maggiore sicurezza agli ospiti. Tutta l’area intorno a piazza Venezia sarà chiusa, non solo alle auto ma anche ai pedoni. Anche i dintorni del Quirinale saranno blindati.

Le celebrazioni si svolgeranno in Campidoglio e saranno la prima uscita internazionale per il sindaco Virginia Raggi. Nelle stesse ore si svolgeranno cinque tra iniziative culturali e cortei, che potranno veder sfilare varie sigle della galassia antagonista e anche formazioni di destra, compresa Forza Nuova, mentre Casapound manifesterà a L’Aquila.

Per evitare che entrino in azione gli stessi “agitatori” che hanno colpito Napoli, Bologna e Roma, scrive il Messaggero, l’intelligence è mobilitata. Del resto quello di fine marzo è un appuntamento che prepara gli agenti ad un crescendo di summit importanti, che culmineranno con il G7 di Taormina del 26 e 27 maggio.

Ricorda il quotidiano romano:

Molti gli appuntamenti istituzionali in calendario, a cominciare da Firenze, quando il 30 e il 31 marzo si riuniranno i ministri della cultura, il 9 e il 10 aprile toccherà a Roma discutere di Energia, il 10 e l’11 a Lucca con gli Affari esteri, dall’11 al 13, invece, l’evento più “a rischio”: si terrà a Bari l’incontro dedicato ai temi economico-finanziari. E poi Taormina, data del vertice il 26 e 27 maggio.

L’intelligence mette in guardia sui rischi di un “rinnovato attivismo” anche dall’area siciliana, che dopo una fase di

“depotenziamento della protesta, ha mostrato di seguire con interesse gli sviluppi giudiziari inerenti al sistema satellitare Muos di Niscemi, specie a seguito del provvedimento di dissequestro dell’impianto satellitare avvenuto in agosto. In questo contesto sono emersi i primi segnali di propositi contestativi in direzione del Vertice G7 in programma a Taormina”. Spinte eversive e anti-sistema muovono anche “le compagini della destra estrema impegnate a fomentare strumentalmente alcune situazioni di diffusa tensione sociale in chiave anti-immigrati e a cavalcare il disagio popolare a fini di proselitismo, innescando potenziali derive xenofobe e razziste”.

 

 

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