Cronaca Italia

Trescore Balneario, rissa e sparatoria tra clan di rom in strada: 2 arresti

Trescore Balneario, rissa e sparatoria tra clan di rom in strada: 2 arresti

Trescore Balneario, rissa e sparatoria tra clan di rom in strada: 2 arresti

BERGAMO – Prima le minacce e gli insulti su Facebook, poi l’appuntamento per regolare i conti nella piazza di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, alle 14,30 di martedì 8 agosto. Lì i clan di due famiglie rom sono arrivati a bordo di suv e Hammer e hanno dato luogo ad una rissa a colpi di spranghe, tra i passanti che fuggivano spaventati, e una sparatoria. Un agguato durato appena 5 minuti, ma di vera violenza e per cui sono state arrestate due persone.

Fabio Paravisi sul Corriere della Sera nell’edizione di Bergamo scrive che lo scontro è stato un regolamento di conti tra i clan Horvat e Nicolini, due famiglie di etnia rom sparse tra Trescore e San Paolo D’Argon:

“Gente che negli ultimi trent’anni ha denunciato in media cento euro di reddito a testa, riuscendo però a immatricolare 1.600 autoveicoli per un valore di 30 milioni. Una sproporzione che ha attirato l’attenzione di carabinieri e Guardia di finanza, con un sequestro del tribunale per 1.133.000 euro fra 7 immobili, 10 veicoli e conti correnti. E in una logica di clan e famiglie allargate, chi ci era andato di mezzo voleva un risarcimento dagli altri”.

Così sono iniziate prima le minacce su Facebook, seguite dagli insulti, e poi l’appuntamento in piazzale Pertini, dove proprio il martedì si svolge il mercato cittadino. Gli esponenti dei due clan rom sono arrivati armati di pistole, mazze, spranghe, martelli e crick e anche un marocchino a fare da bodyguard:

“Su piazzale Pertini convergono sei auto e una dozzina di persone. Tre vetture si piazzano alla parte bassa di via Ospedale a ridosso del benzinaio Eni, intralciando il furgone comunale che raccoglie i rimasugli del mercato. Nel piazzale entrano due Hummer H3 e un’Alfa Romeo. E si scatena l’inferno.

«Una Bmw chiara si è messa di traverso e dal finestrino hanno cominciato a sparare — racconta il benzinaio Edgardo Belotti descrivendo la scena ripresa anche dalle sue telecamere —. Sono stati quattro colpi e dall’altra parte hanno risposto». Qualcuno racconta di avere visto sparare anche una donna, «con gonnellona e catenone d’oro». I proiettili colpiscono una delle auto, alla fine i carabinieri raccoglieranno 15 bossoli calibro 9×21. Si scatena il panico, i passanti dal lato opposto corrono gridando a rifugiarsi nell’ospedale. Chi ha sparato si dà alla fuga: «La Bmw chiara ha fatto inversione ed è scappata e così le altre due, una a momenti mi investiva», continua il benzinaio”.

Poi è scattata la seconda fase dell’assalto, quando un’auto sperona uno degli Hummer:

“Il gruppo di picchiatori scende e si scatena la rissa. Sono pochi istanti di violenza selvaggia, con alcuni dei pestati che reagiscono e altri che scappano.

«Mi è passata davanti una decina di uomini con le spranghe, correvano verso il cimitero», racconta Edgardo Belotti. Una spranga resta sull’asfalto. Il netturbino, che durante la sparatoria si è acquattato sotto il cruscotto, la raccoglie e la butta fra i rifiuti. «Ho sentito i colpi di pistola, ho notato le donne e il trambusto e sono scappato, ma poi sono tornato indietro — aggiunge Luca Mecca, 19 anni —. Non c’era più nessuno, mi sono avvicinato alle macchine sfasciate, avevano ancora i motori accesi e ho guardato dentro». A terra restano un paio di ciabatte e degli occhiali da sole. C’è anche chi scappa dalla parte opposta. Un uomo si infila nell’ospedale e si nasconde in un angolo. Un altro si acquatta sotto un albero del posteggio e lì lo trovano i carabinieri. È pieno di sangue per le ferite a una gamba e al braccio sinistro e a uno zigomo, dice di essere stato investito ma i segni sono quelli di un crick”.

Ora i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di rissa, tentato omicidio, porto abusivo di pistola e di strumenti atti a offendere:

“Ma le indagini continueranno nel corso della notte, sono numerosi i ricercati. Il marocchino viene solo denunciato per rissa. «Posso essere solo sollevata per il fatto che non ci siano andati di mezzo dei passanti — commenta il sindaco Donatella Colombi —. È chiaro che certe convivenze sono difficili»”.

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