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Treviso, clona assegno con WhatsApp: scoperto e denunciato

TREVISO – Una fotografia da WhatsApp è stata sufficiente per clonare un assegno. Una riproduzione così fedele che l’uomo era riuscito quasi a incassare l’importo di 20mila euro dall’istituto di credito Zero Branco dove era andato a ritirarlo, nella sede di Treviso. Dopo un controllo però l’assegno è risultato falso e così i carabinieri hanno denunciato l’uomo, 42 anni e originario di Treviso, per tentata truffa aggravata.

Marco Filippi sul quotidiano La Tribuna di Treviso scrive che per l’uomo i guai non sono finiti con la tentata truffa. Proprio mentre i carabinieri lo stavano identificando, hanno sentito un odore sospetto provenire dalla sua auto e hanno trovato circa 50 grammi di marijuana. Così il trevigiano è stato denunciato anche per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio:

“L’antefatto di tutta la vicenda, conclusasi venerdì con una doppia denuncia, risale ad un paio di settimane fa quando il truffatore trevigiano, assieme ad un complice, mette un’auto in vendita in un sito di aste online al prezzo di ventimila euro. L’affare sembra buono sia per l’anno di immatricolazione dell’auto che per chilometraggio pubblicizzato sul sito. Per acquistarla si fanno presto avanti diversi aspiranti acquirenti, tra i quali anche un trentenne bolognese che, più degli altri, manifesta la volontà di chiudere in fretta l’affare, ignaro di trovarsi di fronte ad una truffa.

Pochi giorni e l’affare si conclude sulla parola. Ora basta soltanto effettuare la transazione del denaro su un conto corrente che G.P. decide di andare ad aprire in un istituto di credito di Zero Branco. Prima, però, all’aspirante acquirente viene chiesto di inviare, a garanzia della sua intenzione di chiudere l’affare, una foto dell’assegno via WhatsApp”.

L’uomo ha così clonato l’assegno e poi ha cercato di incassarlo. Tutto sembrava regolare e la copia era perfetta, ma qualcosa ha insospettito la banca:

“Non si spiegavano, infatti, il motivo per il quale un cliente che aveva un conto corrente aperto, in un’altra filiale a Treviso, ne avesse aperto uno per effettuare una transazione da 20.000 euro. Eppure, all’atto dell’incasso il lettore della banca di Zero Branco non aveva rilevato anomalie. Il tempestivo intervento dei carabinieri ha permesso quindi di sventare la truffa”.


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