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Treviso, “mi hanno rubato bici”: molotov al centro migranti

TREVISO – Era convinto che gli immigrati gli avessero rubato la bici, per questo un disabile psichico ha lanciato una molotov contro il centro migranti di Mira, Treviso. Ne parla La Tribuna di Treviso:

G.T un uomo di Mira da tempo in cura ad un centro di igiene mentale dell’Asl13 a Dolo, si era convinto nelle scorse settimane che una bicicletta che si trovava al ” San Raffaele”, centro di accoglienza per immigrati gestito dalla Caritas in via Riscossa 18 a Mira Porte, fosse la sua. Era convinto cioè che gli ospiti del centro di accoglienza gliela avessero rubata: una storia inventata di sana pianta, probabilmente per trovare qualcosa con cui accusare i profughi.

La bici, infatti è stata regolarmente acquistata. Ma G. T dopo essersi rivolto al centro Caritas chiedendo che gli fosse restituita la bici e venendo allontanato, ha denunciato il fatto ai carabinieri della locale tenenza che si trova in via Toti a Mira Taglio. I carabinieri hanno fatto indagini, poi gli hanno fatto capire che la bici non era sua. G. T però aveva bisogno di scaricare la sua rabbia e l’ha fatto contro il centro profughi. Così sabato sera verso le 21 ha preso un barattolo di conserva di grandi dimensioni e lo ha riempito di benzina. Ha inserito uno stoppino e ha lanciato questa specie di molotov addosso alla porta d’ingresso del centro di accoglienza. A raccontare come è andata sono direttamente gli stessi immigrati del San Raffaele (ne ospita una ventina) e Francesco Vendramin responsabile del centro di accoglienza. «Abbiamo visto- spiegano gli immigrati – un grande bagliore nel buio della sera. Ci siamo subito resi conto che qualcuno ha tentato di dare fuoco a tutto gettandoci addosso una molotov . Abbiamo perciò preso un estintore che abbiamo nella struttura e spento l’incendio che stava già cominciando a divorare il balcone. Abbiamo inseguito l’attentatore, lo abbiamo bloccato e abbiamo chiamato i carabinieri». I carabinieri sono arrivati e hanno proceduto all’arresto dell’uomo.


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