Blitz quotidiano
powered by aruba

Treviso, prefetto alla festa di laurea parla di…profughi: fischiato

TREVISO – Il prefetto Laura Lega era l’ospite d’onore alla cerimonia di consegna delle lauree della Ca’ Foscari a Treviso. In quanto ospite, al prefetto spettava lanciare un messaggio ai neo dottori, ma è finito per venire contestato. La Lega infatti ha parlato per oltre mezzora di profughi e accoglienza dei migranti, raccogliendo urla, insulti e fischi. “Era un messaggio alla futura classe dirigente”, ha detto il prefetto per giustificare le tematiche delicate trattate.

Federico de Wolanski sul quotidiano La Tribuna di Treviso ha scritto che alla cerimonia di consegna delle lauree erano presenti un centinaio di persone, tra i neo laureati e le loro famiglie:

“Il discorso. Tutto è nato a seguito del suo intervento in qualità di ospite della cerimonia. Il prefetto, chiamata a raccontare la propria esperienze e a dare un messaggio ai giovani dottori, futura classe dirigente, l’ha presa larga. Davanti a universitari, famiglie, rettore, ospiti, ha parlato di attualità, facendo riferimento alla mobilità del mondo moderno e inevitabilmente alle problematiche che ne conseguono, profughi in primis. Un discorso lungo. Tant, troppo per studenti che aspettavano la nomina, famiglie che attendevano di vedere i propri figli incoronati, in una sala accaldata. I mormorii da brevi e sommessi si sono fatti sempre più forti man mano che il discorso proseguiva e superava abbondantemente la mezzora.

A un certo punto dai chiacchiericcio di sottofondo si è passati a timidi applausi di insoddisfazione culminati con un grido dal loggione: «Basta, siamo qui per i nostri figli», «La paghiamo noi», si è sentito anche urlare dalla platea del teatro. Insoddisfazione seguita da una piccola ovazione e applausi di assenso. Ma il prefetto Lega ha continuato: «Vi rubo ancora pochi minuti», e così le proteste sono continuate fino alla conclusione dell’intervento, sancito dalla salita sul palco del rettore, a placare gli animi.

La polemica. Alla fine delle cerimonia, tra i neo dottori, non si parlava d’altro che dell’incidente con il prefetto. «Un intervento un po’ lungo», sorrideva qualcuno. «E poi il tema era delicato», commentavano altri. Comprensibile il rossore da parte degli alti gradi di Ca’ Foscari per l’inaspettato intermezzo. Da parte sua,

Il prefetto. Laura Lega non si è fatta intimidire: pur finendo l’intervento un po’ di corsa, ha tenuto a ribadire le sue intenzioni e i contenuti delle sue parole: «Ho parlato di immigrazione e profughi perché ho voluto far presente ai ragazzi in che mondo vanno a inserirsi», ha spiegato, «Non parlavo a una platea qualunque, ma a giovani che un domani saranno la classe dirigente del Paese e che dovranno confrontarsi con una realtà fatta di globalità, mobilità di popoli e culture, che dovranno gestire con responsabilità. Questo era il senso del mio discorso». Un po’ lungo? Pare che lo avesse anche tagliato, ma il prefetto Lega non si scompone: «Ai ragazzi ho voluto palesare la complessità del mondo in cui andranno a vivere e lavorare, le problematiche che dovranno risolvere». Le contestazioni? «Ognuno è libero di esprimere il proprio dissenso, sono temi forti, è ammissibile. Quanto accaduto comunque non ha certo offuscato o rovinato la festa e la cerimonia, si è trattato di un momento». Non c’è voglia di fare polemica.

In teatro, i genitori più scalmanati pare siano stati avvicinati e invitati alla calma anche dai responsabili della sicurezza.  Antonella Tocchetto (Pd): «Averne di prefetti che fanno discorsi così ai ragazzi. La polemica è stata irriguardosa»”.