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Treviso, ragazzina incinta a 12 anni: genitori sostengono baby-mamma

TREVISO – Lei è una ragazzina di appena 12 anni, lui un ragazzo di 17 anni e dopo l’estate diventeranno genitori. La storia di questa baby-mamma e del suo fidanzatino arriva da Treviso, dove la coppia ha raccontato della gravidanza ai genitori, che dopo lo shock iniziale per la scoperta di diventare nonni in “tenera” età hanno deciso di sostenere i ragazzi e aiutarli nella scelta. I baby genitori non hanno ancora deciso se terranno il bambino, crescendolo con l’aiuto delle famiglie, o lo daranno in adozione ma hanno ancora tempo.

Valentina Calzavara su La Tribuna di Treviso scrive che la ragazzina, insospettita da un ritardo nelle mestruazioni, si è rivolta ad un consultorio, dove è stata sottoposta ad un test di gravidanza risultato positivo. I due hanno comunicato ai genitori di aspettare un bambino:

“Immaginabile lo stupore iniziale di mamma e papà. Ma dopo lo shock iniziale, entrambe le famiglie avrebbero reagito mostrando vicinanza e supporto ai loro figli. Trattandosi di minorenni, il riserbo da parte dell’azienda sanitaria trevigiana è massimo. Come sempre nel caso di situazioni così delicate – quali le gestazioni di pazienti minorenni – i controlli medici di routine vengono affiancati da una serie di consulenze psicologiche per sostenere i ragazzi nella scelta. Molteplici le ipotesi sul tavolo – tutte legittime – tra le quali anche la scelta di non riconoscere il neonato e darlo in adozione. Sta di fatto che ogni decisione è prematura. Il cammino per la 12enne e il 17enne della Marca dovrebbe terminare dopo l’estate, con il parto”.

La Calzavara spiega che i casi di baby genitori sono in aumento in Italia, anche stando a quanto riferito dai consultori, e che in ogni occasione la scelta per il futuro del bambino non è mai semplice:

“La storia ricorda quanto accaduto nel giugno del 2014 a Castelfranco, dove due scolari di terza media sono diventati genitori. Dodici anni lui, tredici lei. Hanno festeggiato l’arrivo di un maschietto, inizialmente affidato alla nonna materna. Anche nel loro caso si trattava di «due ragazzi normali», come li ha sempre descritti chi li conosceva. Sono cresciuti velocemente, costretti dagli eventi. Esattamente come è accaduto anche a una 13enne che, nel febbraio di quest’anno, ha dato alla luce il suo bambino al Ca’ Foncello, senza riconoscerlo. La ragazzina con il pancione aveva deciso di portare avanti la gravidanza con convinzione, affiancata dalla famiglia, ma prima di tutto guidata da una forte determinazione personale. Non se l’è sentita di mettere fine a quella nuova vita. Ha nascosto le rotondità e poi si è assentata per qualche giorno da scuola, senza motivare il perché. «Questa baby mamma non ha considerato la gravidanza solo come un incidente di percorso», ha raccontato chi l’ha incontrata. La decisione di dire addio al suo cucciolo si è concretizzata subito dopo il parto.

Non c’è stato lo stesso finale per una coppia trevigiana, lei 17enne lui maggiorenne, che nel novembre 2015 ha deciso di abortire il feto, ucciderlo e sotterrandolo in un campo vicino alla casa della ragazza nel Padovano. Finali differenti che, comunque, mettono in luce quanto i rapporti sessuali non protetti si stiano diffondendo tra i giovanissimi. Gli ultimi dati dicono che il 38 per cento delle 14enni italiane ha già avuto il primo rapporto , senza contraccezione. Un dato che cozza con le convinzioni dei genitori: solo il 5 per cento ritiene che la propria figlia adolescente possa aver già consumato un rapporto intimo”.


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