Cronaca Italia

Trieste, Giulio Simsig si impicca in carcere: condannato per l’omicidio della ex

carcereTRIESTE – Si è ucciso impiccandosi nel bagno della propria cella all’interno del carcere di Trieste Giulio Simsig, 50 anni, condannato in secondo grado a 16 anni di carcere per l’omicidio dell’ex convivente, Tiziana Rupena.  Il suicidio si è verificato intorno alle ore 9.40. Simsig si è impiccato usando la cinta dell’accappatoio sorretta alla cerniera della porta del bagno. Spiega il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece: “A nulla è valso purtroppo il pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria, allarmato dal compagno di cella del detenuto che aveva sentito il tonfo. Il detenuto è stato soccorso dal personale infermieristico del carcere e dal personale medico del 118 che ha cercato di rianimarlo”.

Già a luglio, ricorda Capece, Simsig aveva tentato di buttarsi nel vuoto della tromba delle scale del Tribunale di Trieste, ma in quella occasione era stato bloccato dalla scorta della Polizia Penitenziaria. Giovanni Altomare, Segretario del Sappe per il Friuli Venezia Giulia, sottolinea come “purtroppo l’annosa e nota carenza di organico di Polizia Penitenziaria di circa trenta unità che interessa il carcere di Trieste, non consente di offrire un’adeguata e assidua sorveglianza a quei soggetti particolarmente inclini a gesti inconsulti. Il sovraffollamento di circa cento detenuti in più rispetto alla capienza consentita nel carcere di Trieste limita fortemente, nonostante gli sforzi, anche l’intervento di altre figure professionali deputate al sostegno morale e psicologico di tali soggetti”.

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