Cronaca Italia

Trieste, Hellen Prelessi aggredita per vendetta dai fratelli rom: “Ora temo per i miei figli”

Trieste, Hellen Prelessi aggredita per vendetta dai fratelli rom: "Ora temo per i miei figli"

Trieste, Hellen Prelessi aggredita per vendetta dai fratelli rom: “Ora temo per i miei figli”

TRIESTE – Presa a pugni per vendetta. La sua “colpa”? Aver aiutato una amica a lasciare un uomo che la picchiava. Ma quell’uomo, Francesco Caris, si è rifatto su di lei. A raccontarlo è al stessa vittima del pestaggio, Hellen Prelessi, 28 anni, mamma di due figli.

“Lo ha fatto per vendetta, ha raccontato Hellen al Gazzettino, me lo aveva detto tante volte che me l’avrebbe fatta pagare perché secondo lui gli avevo fatto perdere la compagna. Una donna che ha picchiato tante volte, una mia amica che ho voluto aiutare perché non sapeva come fare a liberarsi di lui, a sfuggire dalle sue quotidiane violenze. (…) Ho cercato di aiutare una donna vittima di violenza, ma sono diventata una vittima anch’io”.

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Il pestaggio è avvenuto mercoledì 5 aprile. Erano le 22:30 circa quando Hellen, durante il turno di lavoro al bar Flavia, è stata raggiunta dai fratelli rom Francesco e Daniel Caris, rom di 28 e 31 anni.

I due, racconta il Gazzettino, hanno iniziato a dare fastidio alle due cameriere e poi sono passati alle botte, come ricorda un avventore del bar:

“Nel giro di un attimo è stato come assistere a una scena di un film, con bicchieri che volavano, urla e quei due che hanno cominciato a rincorrere la ragazza. Poi a picchiarla con una furia cieca”.

Il compagno di Hellen ha provato ad intervenire, ma è stato fermato da Daniel Caris, mentre Francesco inseguiva la giovane donna:

“Mi ha inseguita e ha cominciato a picchiarmi con pugni e schiaffi al volto. (…) Poi ha afferrato un grosso bicchiere di vetro dal bancone e me lo ha scagliato in faccia, sul naso, con forza. Un dolore fortissimo che mi ha quasi fatto perdere i sensi»”.

Hellen è stata ricoverata e ha dovuto subire un’operazione al setto nasale. Ma la paura non è finita, anzi.  “Non si tratta solo di quello che mi ha fatto (Francesco Caris, ndr) aggredendomi a pugni e schiaffi, forse i traumi più difficili da superare saranno quelli psicologici”, ha spiegato al Gazzettino. Lei e il compagno temono anche per i propri figli, già minacciati in passato.

Proprio per le minacce Hellen aveva deciso di lasciare il lavoro e andare a farne un altro in una zona nuova, quella, appunto, del bar Flavia. Sperava di lasciarsi dietro Caris, ma

 

“lui ha scoperto che lavoravo lì e non ci ha pensato due volte a venirmi a cercare. Quando me lo sono visto entrare in bar mi è sembrato di essere sprofondata in un incubo. Appena mi ha vista mi ha detto che mi avrebbe aspettato fuori. Una minaccia alla quale non ho risposto e anzi sono andata verso il retrobancone del bar per cercare riparo. Poi è scattata la violenza”.

La paura è che non sia finita qui, come ha sottolineato il compagno di Hellen:

“Chi ci tutelerà e proteggerà se questi due saranno scarcerati o messi agli arresti domiciliari? Noi siamo una famiglia, e insieme abbiamo dei figli e pensare di dover rimanere reclusi in casa per paura di essere assaliti da loro o da chi per loro, ci fa impazzire. Anche solo andare a fare la spesa o una semplice passeggiata con i nostri bambini ci esporrà al rischio di vederci aggrediti»”.

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