Blitz quotidiano
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Trifone Ragone e Teresa Costanza: 600 telefoni sotto controllo

PORDENONE – Seicento telefoni sotto controllo: è così che sono iniziate le indagini sulla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi il 17 marzo 2015. Un’indagine certosina che ha portato a un indagato per omicidio: Giosuè Ruotolo. Ne parla il Gazzettino:

Sono stati elaborati 10milioni di dati e ci sono voluti oltre 60 decreti per acquisire e analizzare più di 600 utenze telefoniche. Il telefonino di chiunque la sera del 17 marzo 2015, dopo le 19, si trovasse nell’area del palasport è stato controllato attraverso un software che lo ha messo in relazione con le utenze delle vittime o delle persone sospettate nella prima fase dell’indagine, quando la pista di Giosuè Ruotolo doveva ancora essere approfondita…

Giosuè Ruotolo, il militare campano di 27 anni, è l’unico imputato per l’omicidio della coppia di fidanzati di 30 e 28 anni uccisi a Pordenone la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palazzetto dello sport. Le immagini dei ragazzi (Teresa con i capelli biondi appoggiati sul finestrino della sua Suzuki e Trifone con il viso coperto di sangue seduto sul lato passeggero) sono state proiettate prima della deposizione del capitano Mauro Maronese, all’epoca comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Pordenone, del medico legale Giovanni Del Ben, e dell’insegnante di yoga che trovò i due ragazzi morti nella loro auto. Le immagini sono state utilizzate da testi e periti per indicare i punti in cui sono stati trovati i sei bossoli e per spiegare i motivi per cui l’ipotesi iniziale di omicidio-suicidio su cui si erano avviate le indagini è mutata in quella di omicidio. In aula, al fianco dei suoi legali, c’è Giosuè Ruotolo, che ha fatto il suo ingresso in aula rivolgendo un cenno di saluto al padre, anch’egli presente in aula.