Blitz quotidiano
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Trifone Ragone e Teresa Costanza, Giosuè Ruotolo: “Sono innocente”

PORDENONE – Giosuè Ruotolo rompe il silenzio e, durante l’udienza del processo sulla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza, dice:

“Vorrei chiedere scusa se dopo varie udienze mi presento per la prima volta – ha esordito con la voce prima incerta, poi via via più sicura – Vorrei fare un po’ di chiarezza sulla mia totale estraneità ai fatti. Mi ritrovo ormai in una situazione più grande di me, sia per i fatti che mi vengono accusati sia per tutta la vicenda mediatica che si è creata intorno, che descrive un po’ la mia persona per quello che non è e questo fa molto male”.

Ruotolo ha quindi detto di essere innocente. Prima dell’inizio dell’udienza la mamma di Trifone, la signora Eleonora Ferrante, aveva detto: “Non gli direi niente perché cadrebbe nel nulla. Voglio solo giustizia”. Il riferimento è proprio al ragazzo accusato di aver ucciso suo figlio e la fidanzata. “C’è solo il ricordo di Trifone e Teresa, che sono stati massacrati”, ha aggiunto. Ruotolo è l’unico imputato per l’omicidio di Trifone e della fidanzata Teresa Costanza, uccisi a colpi di pistola nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone la sera del 17 marzo 2015.

“I ragazzi erano innamorati. Erano all’unisono. Noi eravamo contenti della loro serenità”, aveva detto in una predente udienza la signora Ferrante. “Trifone ci fece conoscere Teresa nella Pasqua 2014 – ha aggiunto – Lei mi disse che stavano avendo dei problemi con i coinquilini per le maggiori spese che avrebbero avuto con il trasferimento di Trifone nel nuovo appartamento. Consigliai loro di lasciare la caparra che avevano versato”, ha spiegato la donna prima di ricordare l’episodio in cui, un paio di giorni dopo l’omicidio, Ruotolo le avrebbe fatto presente di un credito vantato verso il figlio.