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Trifone Ragone e Teresa Costanza, le parole dei genitori

PORDENONE – Il 17 marzo è stata una giornata intensa per i genitori di Trifone Ragone e Teresa Costanza. A un anno dal delitto dei fidanzati di Pordenone, i genitori del militare pugliese sono andati prima a Pomeriggio 5 da Barbara D’Urso e poi hanno presenziato (con quelli della ragazza) alla veglia funebre organizzata nella città friulana per onorare la loro memoria.

Ecco cosa hanno detto i genitori di Trifone alla D’Urso, secondo quanto riportato da Lapresse:

“Trifone – ricorda commossa la mamma del giovane – amava Teresa più della sua vita. E lei lo faceva sentire sempre protagonista”. I fratelli – raccontano a Barbara – tutti i giorni indossano qualcosa di Trifone “per sentirlo ancora in mezzo a noi. Da quel giorno la nostra vita si è fermata”.

E poi riferito a Giosuè Ruotolo e Maria Rosaria Patrone (indagati per l’omicidio):

“Sono dei criminali – dice a Pomeriggio 5 la mamma di Trifone – e non possono stare nella società. Anche lei deve finire in carcere e non stare ai domiciliari. La pena deve essere adeguata. Due innocenti sono stati uccisi: è stato un sacrilegio, è stato un atto del demonio. Dobbiamo pregare per scacciare il male”.

Questo invece è quanto riportato dal Messaggero Veneto:

«È passato un anno. Dodici mesi senza mio figlio e mia nuora. Chi ci ha portato via Trifone e Teresa ha compiuto un omicidio orribile. Il più orribile di cui si sia mai sentito parlare. Perché è stato un delitto insensato, frutto di una cattiveria diabolica. Spesso ho la sensazione che il mio cuore si possa spaccare dal dolore. Ma quando riesco ad addormentarmi mi capita di sognare Teresa. La vedo venire da me e asciugarmi le lacrime». Sono le parole toccanti di Eleonora Ferrante Ragone che così ha voluto esprimere ieri, al Messaggero Veneto, il suo stato d’animo alla vigilia di una giornata particolare.

«L’ultima volta che ho sentito mia figlia erano le 12 del 17 marzo. Lei era la Teresa di sempre. Di ottimo umore» è il ricordo di mamma Carmelina. L’ultimo contatto con i familiari più stretti, per Teresa, è con papà Rosario: «Non potrò mai dimenticarmelo. Erano le 18.30. Mi ha mandato un bacione nel salutarmi, dicendo che ci saremmo visti nel fine settimana perché il sabato lei sarebbe venuta a casa nostra con Trifone. Chi avrebbe mai potuto immaginare quello che sarebbe successo poco più di due ore dopo? Una mente diabolica è entrata in azione e ci ha portato via per sempre mia figlia e Trifone».

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