Cronaca Italia

Trifone Ragone, il padre: “Per noi era una colonna della famiglia”

Trifone Ragone, il padre: "Per noi era una colonna della famiglia"

UDINE – Trifone Ragone avrebbe avuto disponibilità di anabolizzanti e, almeno in una occasione, ne avrebbe venduti. E’ emerso nel corso dell’udienza al processo davanti alla Corte d’Assise per il duplice omicidio dello stesso Trifone e della sua fidanzata, Teresa Costanza, uccisi la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palazzetto dello sport di Pordenone, in cui unico imputato è un ex commilitone della vittima, Giosuè Ruotolo.

Dalle parole dei commilitoni (4 in aula) non sono emersi particolari screzi tra Trifone e Giosuè. A parlare, invece, di anabolizzanti nella disponibilità di Trifone, e del fatto che ne avrebbe anche venduto una volta, è stato uno dei fratelli di quest’ultimo, Giuseppe, rispondendo a varie domande.

Giuseppe si è anche soffermato sul tenore di vita molto elevato che Teresa aveva avuto in passato, prima di conoscere Trifone, quando lavorava come ragazza immagine e in una agenzia di assicurazione. In quegli anni la giovane avrebbe messo da parte circa 200 mila euro, spesi in breve tempo proprio perché avrebbe tenuto un alto tenore di vita.

Tra le persone comparse in aula oggi c’è anche il padre di Trifone, Francesco, che ha parlato del figlio come di “una colonna della famiglia”, che versava “lo stipendio sul conto della mamma”. I genitori di Trifone avviarono indagini, con un consulente privato, nel tentativo di individuare l’omicida.

Oggi ha deposto anche Luca Robertucci, amico di Trifone, il quale ha riferito che Trifone non gli parlò mai di liti avute con Ruotolo né ha mai notato sul volto di quest’ultimo i segni di una colluttazione, come lividi o segni particolari.

“Sostanzialmente c’è una vita complessa e articolata di queste persone che dovrà venir fuori in dibattimento – ha detto l’avvocato difensore di Ruotolo, Roberto Rigoni Stern – Nel rispetto della tragicità dei fatti, le vittime avevano relazioni importanti e vaste con implicazioni anche pericolose, come l’uso di anabolizzanti, che Trifone vendeva anche, e secondariamente la lite che non vi fu, a conferma che non vi fu un movente”.

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