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Trifone Ragone – Teresa Costanza: iniziato processo a Giosuè Ruotolo

UDINE – È terminata in Corte d’Assise a Udine, la prima udienza del processo per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia di fidanzati di Pordenone. Unico imputato, al momento, è Giosuè Ruotolo, ex commilitone di Ragone e amico della coppia. Ammesse quasi tutte le prove richieste dalle parti, il collegio giudicante ha fissato le prossime udienze del processo. Si torna in aula lunedì 17 ottobre, con i primi testi della Procura, e poi a seguire il 28. Cinque le udienze in calendario a novembre. “Sono sicura che avremo giustizia”, sono le poche parole pronunciate dalla mamma di Trifone Ragone, uscendo dall’aula insieme ai familiari.

Aperto il dibattimento, ok a eccezioni.

La Corte d’assise di Udine ha dichiarato aperto il dibattimento del processo a carico di Giosuè Ruotolo, unico imputato per l’omicidio della coppia di fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi a Pordenone nel marzo 2015. La Corte ha aperto il processo dopo aver accolto quasi integralmente le eccezioni preliminari formulate dalla difesa di Ruotolo, per eliminare dal fascicolo del dibattimento alcuni documenti o atti ripetibili, tra cui le risorse video e i dvd di simulazione dei percorsi, fatte dai Carabinieri. Il dibattimento è partito con la richiesta di ammissione delle prove delle parti. Oltre alle liste testimoniali, i pubblici ministeri hanno chiesto l’esame dell’imputato e una perizia di trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, su cui la difesa ha fatto riserva di ammissibilità delle stesse dopo averle potute visionare.

Respinta citazione Ministero della Giustizia.

La Corte d’Assise di Udine ha respinto la richiesta di citazione del ministero della Difesa come responsabile civile nel processo, cominciato oggi in Corte Assise, a Udine, a carico di Giosuè Ruotolo, il militare campano di 27 anni accusato di aver ucciso i fidanzati Trifone Ragone (28 anni), pugliese, e Teresa Costanza (30), siciliana, fuori dal Palazzetto dello sport di Pordenone, il 17 marzo 2015. La decisione è stata presa dopo una breve camera di consiglio in quanto “da quanto emerge dal capo di imputazione l’omicidio è avvenuto in orario serale e non ci sono evidenze che siano stati utilizzati mezzi di proprietà della pubblica amministrazione”. Per la Corte, la citazione “estenderebbe in maniera impropria la responsabilità civile”. L’udienza è dunque ricominciata con le questioni preliminari delle parti.

Il padre di Ruotolo: “Non ha fatto niente”.

“Siamo sereni. Lui non ha fatto niente”. Lo ha detto Alfonso Ruotolo, il papà di Giosuè, mentre la Corte d’Assise si è riunita nuovamente in camera di consiglio per valutare alcune questioni preliminari sulla formazione del fascicolo del dibattimento sollevate dalla difesa. “Giosuè è forte. Deve esserlo”, ha aggiunto il padre che sta assistendo tra il pubblico all’udienza insieme all’altro figlio, con cui hanno modo di incontrare in carcere l’imputato per sei ore al mese.

Parlano i genitori di Trifone e Teresa.

“È molto difficile”: lo hanno detto i genitori di Teresa Costanza, entrando in tribunale a Udine per assistere al processo al carico di Giosuè Ruotolo, unico imputato per l’omicidio della figlia e del suo compagno, Trifone Ragone, avvenuto a Pordenone nel marzo 2015. “Il nostro pensiero va a nostra figlia, ai ricordi. Non sappiamo come vivremo il processo. Abbiamo piena fiducia nella giustizia”, hanno aggiunto. “Non vedevano l’ora che il processo cominciasse per avere la verità” anche i familiari di Trifone, hanno spiegato all’ ingresso in aula anche i loro legali, gli avvocati Daniele Fabrizi e Simona Gasperini, che giudicano una “strategia processuale prevedibile” l’intento della difesa di vagliare la vita sentimentale di Trifone. “La Procura – hanno aggiunto – ha già scandagliato la vita dei due ragazzi”.

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  • Trifone Ragone e Teresa Costanza, al via il processo. No citazione Ministero Difesa
  • Trifone Ragone e Teresa Costanza
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