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Trifone Ragone-Teresa Costanza: insulti incisi in ascensore

Trifone Ragone-Teresa Costanza: chi ha inciso con una chiave o un taglierino sulla pulsantiera dell'ascensore pesanti insulti?

ROMA – Trifone Ragone-Teresa Costanza: insulti incisi in ascensore. “Cornuti”, inciso con una chiave o un taglierino sulla pulsantiera dell’ascensore che Trifone Ragone e Teresa Costanza usavano tutti i giorni, mattino e sera.

E’ quello che svela Giallo: una mano finora ignota ha scritto pesanti insulti: “cornuti”, “terroni”, “lesbica”, “Terry”, ovvero come veniva chiamata Teresa. Il dubbio è che la persona che ha inciso questi insulti sia la stessa che, tramite un finto profilo Facebook, insultava la donna trovata morta con il compagno il 17 marzo scorso a Pordenone.

L’ex commilitone Giosuè Ruotolo, indagato, non è riuscito a cancellare tutti i messaggi dal computer. E i messaggi in questione, spiega Susanna Salvador sul Gazzettino, sono quelli che parlavano dell’omicidio della giovane coppia ammazzata. Salvador sul Gazzettino li definisce “messaggi velenosi per mettere zizzania tra lei e Trifone Ragone”, di cui Teresa stessa non aveva mai parlato ai genitori. Frasi inviate dal profilo Facebook anonimo creato, secondo gli inquirenti, proprio da Ruotolo e dalla fidanzata, Rosaria Patrone.

Frasi che, scrive sempre il Gazzettino, “insinuavano tradimenti”. Di quei messaggi hanno parlato i genitori di Teresa, intervenuti alla trasmissione Mediaset ‘Quarto grado’. E la madre di Teresa è stata lapidaria: “Che l’avvocato dica che si tratti di uno scherzo è una cosa vergognosa… Non si scherza sulla pelle degli altri”. La Procura, scrive il Gazzettino, “ha confermato che le tracce di documenti cancellate dai computer di Ruotolo rappresentano un tassello importante per le indagini. E la frase criptica nasconde una chiara realtà: il militare di Somma Vesuviana indagato per il duplice omicidio avrebbe cancellato – subito dopo aver saputo del ritrovamento nel laghetto della pistola utilizzata per uccidere Teresa e Trifone – alcuni messaggi inviati alla fidanzata, indagata pure lei per istigazione o in alternativa favoreggiamento e false informazioni al pm”.

Ma Ruotolo, esperto informatico, non sarebbe riuscito a eliminare tutte le tracce, tant’è che in pos degli inquirenti ci sarebbero delle frasi riconducibili senza ombra di dubbio al delitto. La Procura sta cercando di dare un nome alla persona che ha creato il profilo anonimo e per questo ha sequestrato alcuni pc in uso alla caserma De Carli”.

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