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Trifone Ragone-Teresa Costanza, “killer può uccidere ancora”

PORDENONE – Omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, l’assassino può uccidere ancora. Ne è convinta Eleonora Ferrante, madre di Trifone, che sostiene che il killer abbia seguito a lungo la coppia prima di sparare. 

Alla fine, quando è arrivato il giorno dell’esecuzione, aveva i giorni contati per agire. Il 20 marzo, infatti, Ragone sarebbe partito per Milano, per l’operazione “Strade sicure”. Per questo motivo, sottolinea Ilaria Purassanta sul Messaggero Veneto, il 17 marzo, quando il killer ha messo a segno l’agguato, sapeva di non avere molto tempo.

Così la sera di quel martedì di marzo l‘omicida ha aspettato che Ragone e la fidanzata uscissero dalla palestra di Pordenone e, quando erano entrati nella loro auto, ha esploso contro di loro sette colpi dalla sua pistola Beretta calibro 7.65, una arma del 1992.

Sottolinea Purassanta sul Messaggero Veneto:

“Il killer di via Interna ha corso molti rischi: la pistola avrebbe potuto incepparsi al primo sparo, esponendolo alla reazione di Trifone, militare addestrato. Oppure qualcuno avrebbe potuto notarlo mentre premeva il grilletto. Così non è stato. Nonostante la spregiudicatezza dell’esecuzione, il gesto, tuttavia, è stato premeditato a lungo e pianificato nei minimi dettagli”.

Ne è convinta Eleonora Ferrante, madre di Trifone, che sostiene che il killer abbia seguito “per tanto tempo” la coppia, forse aveva anche già tentato di ucciderli in precedenza.

“Quella sera, però, l’amico pesista ha salutato Teresa e Trifone e si è allontanato. E il killer ha trovato il modo di agire. Chiunque sia stato – Eleonora Ferrante lancia il monito – può uccidere ancora, se non lo fermiamo: Teresa e Trifone non saranno le sue uniche vittime. Sto approfondendo la materia, dopo quello che ci è successo. Secondo noi il profilo dell’assassino è quello di un egomaniaco, che non è in grado di superare il rifiuto. Un ‘no’ è un elemento destabilizzante, per il quale un soggetto di questo tipo è disposto anche a infliggere la morte. Ci vuole un evento scatenante, ma può trattarsi anche di una banale lite”.

Forse l’uomo che ha ucciso Trifone e Costanza era lo stalker anonimo che inviava messaggi velenosi a Teresa, alludendo a presunti tradimenti e seminando zizzania nella coppia.

“Può darsi – ha detto al Messaggero Veneto mamma Eleonora –, ma mio figlio era un bonaccione, non avrebbe mai sporto denuncia contro nessuno. Magari ha solo minacciato di farlo, dicendogli “se non la smetti,ti denuncio per stalking”. Ma poi, per Trifone, la questione sarebbe morta lì. E difatti non ha mai denunciato nessuno. Forse, se l’avesse fatto, ora sarebbe ancora vivo”.

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  • Trifone Ragone e Teresa Costanza, indagata fidanzata Ruotolo
  • Trifone Ragone e Teresa Costanza
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