Blitz quotidiano
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Trifone Ragone-Teresa Costanza, messaggi nel pc di Ruotolo

Teresa Costanza e Trifone Ragone sono stati ammazzati a colpi di pistola mentre si trovavano nella loro auto parcheggiata davanti al palasport di Pordenone il 17 marzo del 2015

PORDENONE – Trifone Ragone-Teresa Costanza, l’ex commilitone Giosuè Ruotolo non è riuscito a cancellare tutti i messaggi dal computer. E i messaggi in questione, spiega Susanna Salvador sul Gazzettino, sono quelli che parlavano dell’omicidio della giovane coppia ammazzata a colpi di pistola nel parcheggio del palasport di Pordenone nel marzo del 2015. 

Salvador sul Gazzettino li definisce “messaggi velenosi per mettere zizzania tra lei e Trifone Ragone”, di cui Teresa stessa non aveva mai parlato ai genitori. Frasi inviate dal profilo Facebook anonimo creato, secondo gli inquirenti, proprio da Ruotolo e dalla fidanzata, Marisa Patrone. Frasi che, scrive sempre il Gazzettino, “insinuavano tradimenti”.

Di quei messaggi hanno parlato i genitori di Teresa, intervenuti alla trasmissione Mediaset ‘Quarto grado’. E la madre di Teresa è stata lapidaria:

“Che l’avvocato dica che si tratti di uno scherzo è una cosa vergognosa… Non si scherza sulla pelle degli altri”.

La Procura, scrive il Gazzettino,

“ha confermato che le tracce di documenti cancellate dai computer di Ruotolo rappresentano un tassello importante per le indagini. E la frase criptica nasconde una chiara realtà: il militare di Somma Vesuviana indagato per il duplice omicidio avrebbe cancellato – subito dopo aver saputo del ritrovamento nel laghetto della pistola utilizzata per uccidere Teresa e Trifone – alcuni messaggi inviati alla fidanzata, indagata pure lei per istigazione o in alternativa favoreggiamento e false informazioni al pm”.

Ma Ruotolo, esperto informatico, non sarebbe riuscito a eliminare tutte le tracce, tant’è che in pos degli inquirenti ci sarebbero delle frasi riconducibili senza ombra di dubbio al delitto. La Procura sta cercando di dare un nome alla persona che ha creato il profilo anonimo e per questo ha sequestrato alcuni pc in uso alla caserma De Carli”.

 

 


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