Blitz quotidiano
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Trifone Ragone – Teresa Costanza: stalking su Facebook e..

Giosuè Ruotolo e Marisa Patrone potrebbero essere indagati per stalking per la pagina Facebook da cui avrebbero scritto a Trifone Ragone e Teresa Costanza.

PORDENONE – Giosuè Ruotolo era stalker di Teresa Costanza? Sarebbero queste, secondo quanto ha detto la trasmissione di Rai Uno Storie Vere, le ultime novità sul delitto di Pordenone, quello che da marzo del 2015 sta facendo parlare in tv e sui giornali. Teresa Costanza fu uccisa col suo fidanzato Trifone Ragone. Finora l’unico indagato per l’omicidio è proprio Ruotolo, ex commilitone e coinquilino di Trifone. Nelle ultime settimane le indagini si sono concentrate su un profilo falso di Facebook che Ruotolo e la sua fidanzata Rosaria Patrone avrebbero creato. Secondo l’accusa, l’avrebbero aperto per dire qualcosa a Trifone o Teresa. Qualcuno dice che avrebbero potuto usarlo per raccontare a Teresa le scappatelle di Trifone con altre ragazze.

Michela Becciu scrive su UrbanPost le ultime novità:

Potrebbe presto cambiare il capo d’accusa nei confronti di Rosaria Patrone. La studentessa 24enne di Somma Vesuviana, fidanzata di Giosuè Ruotolo, indagata per favoreggiamento e istigazione nell’ambito della inchiesta sull’omicidio di Teresa e Trifone, rischierebbe di essere incriminata per concorso in omicidio.

La indiscrezione, non suffragata al momento dalla Procura, sarebbe figlia dei presunti importanti passi avanti fatti nelle indagini, tutti scaturiti dalla analisi del profilo Facebook segreto dei fidanzati indagati, che avrebbero utilizzato un nickname per interferire segretamente nella relazione sentimentale delle vittime allo scopo di farli separare. L’ipotesi investigativa descriverebbe Ruotolo come stalker della coppia uccisa, istigato nell’agire dalla fidanzata, ossessionata da Trifone.

Un profilo social creato nel maggio 2014, e tenuto segreto da Giosuè e Rosaria anche in sede di interrogatorio. “Quel profilo è stato creato apposta per interferire nel rapporto fra Teresa e Trifone” – ha dichiarato il procuratore Marco Martani che si sta occupando delle indagini – “Sono in corso accertamenti per verificare chi l’abbia aperto e chi lo abbia utilizzato”.“Dietro quei messaggi (fa riferimento a quelli ricevuti da Terea Costanza) una grandissima ostilità”, ha poi aggiunto.

Invece il Gazzettino riporta l’autodifesa di Marisa Patrone:

«Era solo uno scherzo». I messaggi molesti inviati a Teresa Costanza attraverso un profilo Facebook anonimo sarebbero stati una goliardata.


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