Blitz quotidiano
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Troppi in classe, 11enne rifiutato: va a scuola con l’avvocato

MASSA CARRARA – Si è presentato a scuola accompagnato dai genitori e dall’avvocato di famiglia. Alla fine il bimbo di undici anni rifiutato perché la classe che avrebbe dovuto frequentare era troppo affollata, sarà ammesso. Accade alla scuola media Baracchini di Villafranca Lunigiana, in Toscana.

Il dirigente scolastico, secondo quanto comunicato alla famiglia con una lettera, non l’aveva ammesso perché la classe contava un alunno disabile e come tale, secondo il preside, non poteva superare i 20 iscritti. Per chiarire la vicenda sono dovuti intervenire gli ispettori del ministero dell’Istruzione.

E’ dai tempi della riforma Gelmini che esistono dei limiti per il numero di alunni per classe: fino a un masso di 29 bambini nelle sezioni della scuola dell’infanzia, 27 alunni alle elementari, 28 alle medie e 30 alle superiori. Si scende in presenza di singole situazioni come, ad esempio, in caso di alunni disabili. La Buona Scuola, la cui parola d’ordine era “mai più classi pollaio”, ha previsto comunque un margine di autonomia per ogni istituto ed è dunque il preside che può decidere di ridurre il numero di alunni per classe.

“Mio figlio deve andare a scuola, è la scuola dell’obbligo e io sto facendo quello che devo fare – avevo detto battagliera la mamma del bambino – Dopo averlo iscritto regolarmente all’unica scuola media pubblica del paese, alcuni giorni dopo abbiamo ricevuto una comunicazione dalla scuola che ci spiegava che mio figlio non avrebbe potuto prendere parte alle lezioni. Il preside neppure ci ha voluto parlare quando ci siamo recati da lui. Alla fine, mio marito è stato fuori ad aspettarlo per ore e lui, non potendolo mandar via a quel punto, s’è giustificato con il problema del numero di alunni in classe e con questioni di bilancio della scuola”.

Il bambino aveva frequentato le elementari e il primo anno delle medie in Garfagnana dove ha vissuto con i nonni. Lo scorso anno era stato bocciato e i genitori avevano deciso di riportarlo a casa a Villafranca, dove entrambi lavorano, e iscriverlo alla scuola media locale per ripetere l’anno. La mamma ha quindi optato per il part time allo scopo di poter seguire meglio il ragazzino.

Il caso era finito sul tavolo del ministro Stefania Giannini, in seguito ad una segnalazione del senatore Lucio Barani. La titolare dell’Istruzione ha inviato a Villafranca gli ispettori affinché verificassero la situazione mentre la famiglia dell’undicenne ha presentato denuncia ai carabinieri. Ma a porre la parola fine è stato lo stesso Miur che ha imposto l’iscrizione del ragazzino.

“E’ finito un incubo. Immensamente grazie”, ha gioito la madre. “E’ dall’inizio di settembre che in casa non si dormiva né si mangiava per questa brutta storia – racconta – Eravamo molto preoccupati per mio figlio perché questa vicenda lo ha molto scosso, ha pianto tanto e noi non sapevamo come confortarlo”. Però “ero certa che dal ministero sarebbero stati comprensivi – confida la mamma- Spero adesso che non ci siano ripercussioni future per questa decisione”.