Cronaca Italia

“Troppo bassa” per fare il vigile del fuoco. Fa ricorso e vince

"Troppo bassa" per fare il vigile del fuoco. Fa ricorso e vince

“Troppo bassa” per fare il vigile del fuoco. Fa ricorso e vince 

BOLOGNA – Viene respinta alla selezione per diventare vigile del fuoco perché, con i suoi 158 centimetri, viene considerata troppo bassa. Nonostante per tredici anni sia stata volontaria degli stessi vigili. Fa ricorso e lo vince.

L’altezza non è più un parametro per entrare nelle forze di polizia. Lo aveva già stabilito una legge del 2015, ma questa sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio lo ricorda, accogliendo il ricorso di una donna di 40 anni esclusa unicamente per ‘deficit di statura’ dalla selezione per diventare Vigile del Fuoco, riservata al personale volontario del corpo. Il tribunale ha annullato il provvedimento di esclusione applicando la normativa a garanzia delle pari opportunità di lavoro.

Dal 2003 la donna aveva prestato servizio come volontaria al comando provinciale di Bologna. Maturata l’anzianità di servizio prevista, ha deciso di partecipare al concorso. Nell’accertamento sull’idoneità psicofisica e attitudinale aveva superato le prove di efficienza fisica, ma era stata ritenuta non idonea dalla commissione medica per la statura.

Nel ricorso presentato dall’avvocato Gabriele Bordoni si faceva notare la contraddittorietà tra una valutazione di idoneità fisica complessiva confermata negli anni da volontaria e l’esclusione per l’altezza.

Il provvedimento di esclusione, ora annullato, era del 26 ottobre 2016. Nel ricorso si sottolineava che per 13 anni la donna è stata considerata idonea, nonostante l’altezza minima per i vigili volontari sia un metro e 62 centimetri. Si diceva, tra l’altro, che illegittima è la norma che fissa in un metro e 65 il limite minimo per partecipare al concorso, perché indica una regola diversa da quella del personale volontario, pur con gli stessi compiti di servizio.

Ma soprattutto si sosteneva che il divieto di discriminazione all’accesso al pubblico impiego è “esplicitamente esteso anche alle attività lavorative che richiedono particolari capacità fisiche, come quelle all’interno delle forze armate o dei servizi di polizia.

Queste ultime – si diceva – possono certamente effettuare selezioni, purché non siano basate sul mero dato numerico, quanto su prove realmente selettive, come ad esempio quelle ginniche, dal momento che l’altezza non è parametro adeguato a rispecchiare le effettive capacità fisiche di un soggetto”.

Tale principio è fissato anche dalla legge numero 2 del 12 gennaio 2015, secondo cui l’altezza non è più parametro per l’ammissione ai concorsi nelle forze di polizia, come riconosciuto dai giudici del Tar, dopo l’udienza del primo marzo.

To Top