Blitz quotidiano
powered by aruba

Trova 2 milioni lire durante trasloco, ma non può cambiarli

Ha trovato quasi 2 milioni di lire in casa ma non potrà cambiarle. Per la Banca d'Italia infatti valgono quanto carta straccia

BELLUNO – Ha trovato quasi 2 milioni di lire durante un trasloco nella casa di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno. Soldi che però non potrà convertire in euro, dato che per la Banca d’Italia si tratta di carta straccia. Una storia che ricalca quella di Giovanna Pacini, che scavando una buca nel giardino di casa insieme al marito ha trovato 17 milioni di vecchie lire. Il termine per cambiare le lire in euro è scaduto nel 2011 e una sentenza della Corte Costituzionale ha riaperto i tempi per il cambio di valuta, prorogando la scadenza al prossimo 28 gennaio. Sentenza che vale però solo per chi aveva già richiesto il cambio entro il 28 febbraio 2012.

Damiano Tormen sul Gazzettino scrive che  l’anziano ha trovato 1 milione e 800 mila lire mentre svuotava la sua casa:

“Trova un “tesoretto” di quasi 2 milioni di vecchie lire in casa, ma per la Banca d’Italia è carta straccia. Dovrà farsene una ragione l’anziano di Ponte nelle Alpi che aveva conservato i soldi tra cassetti e armadi. La somma (1 milione 800mila lire) è stata ritrovata casualmente durante le operazioni di svuotamento della casa. L’anziano vive in casa di riposo e ha affidato tutti i suoi beni ad un amministratore di sostegno. Francesca Chiarelli non si dà per vinta ed è intenzionata a far valere le ragioni del cambio lire-euro”.

L’anziano, e con lui molti altri, hanno pensato di far valere la sentenza ma non potranno. La Corte Costituzionale ha prorogato sì la scadenza del 2011, ma solo per coloro che avevano richiesto il cambio di valuta entro il 28 febbraio 2012, prima scadenza fissata dal governo Monti e poi anticipata dalla Banca d’Italia. Ora però L’Adico, Associazione per la difesa dei consumatori, segnala una ventina di casi simili e ha deciso di farsi valere e di far valere i diritti dei cittadini. Intanto il messaggio che campeggia sul sito della Banca d’Italia non lascia spazio all’ottimismo.

 


PER SAPERNE DI PIU'