Blitz quotidiano
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Truffe a anziani, carabinieri predicano in chiesa per fermarle

IVREA – Domenica a Ivrea. In tanti vanno a messa, ascoltano la funzione e l’omelia del prete. A un certo punto, però, il sacerdote va via: la messa è finita ma non è ancora ora di “andare in pace”. Sull’altare, infatti, salgono i carabinieri. E inizia un’altra omelia, laica e civica. Succede, racconta Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, in 15 chiese della diocesi di Ivrea. I Carabinieri entrano nelle chiese e si rivolgono a tutti, soprattutto ai tanti anziani. L’obiettivo è semplice: informare, ammonire, mettere in guardia contro i tanti, troppi truffatori di tutti i tipi che bussano alle loro case.

Di truffe agli anziani ce ne sono di tutti i tipi. E sono in aumento. Non è più una “specialità” rom come succedeva fino a qualche anno fa. Ora il truffatore è spesso un insospettabile: a volte un distinto signore in giacca e cravatta, a volte una coppia di donne. Ne esistono varie formule ma l’idea di fondo è sempre la stessa: prendere di mira un soggetto debole e solo e colpirlo dove è più vulnerabile facendo leva ora sugli affetti ora sulla possibilità di intascare una piccola somma.

Campionario vasto che Severgnini riassume in parte. C’è l’uomo che entra in casa dell’anziana spiegando che il nipote ha causato un incidente e finirà in cella se non vengono pagati subito due o tremila euro. C’è la coppia di donne che propone un risparmio per luce e gas: conversano, una chiede di andare in bagno e l’altra chiacchiera con l’anziana vittima. Alla fine vengono svuotati i cassetti di casa.

Il punto è che spesso gli anziani, un po’ per non consapevolezza un po’ per vergogna, neppure denunciano. Tutto questo i carabinieri lo sanno e l’iniziativa partita da Ivrea è tutt’altro che sciocca. La scelta della Chiesa, luogo di aggregazione per eccellenza, luogo frequentato da tanti anziani, specie da quelli più soli, è tutt’altro che sciocco. La speranza è che tutto questo serva per mettere un freno alle truffe.