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Truffe agli anziani, carabinieri lanciano allarme: “Aumentano raggiri”

UDINE – Si presentano alle porte degli anziani spacciandosi per agenti dei carabinieri o della polizia, o ancora come tecnici dell’Enel o dell’Agenzia delle Entrate. Le truffe agli anziani sono in aumento e si tratta di persone che raccolgono informazioni sulle loro vittime e cercano di conquistarne la fiducia, per poi entrare nelle loro case con scuse e rapinarli.

A denunciare l’aumento dei raggiri è Carmine Adinolfi, comandante interregionale dei carabinieri, che traccia l’identikit dei truffatori, “abilissimi nel proporsi e ben organizzati, che provengono in prevalenza dall’area napoletana”. Il comandante Adinolfi ha spiegato ad Anna Rosso del Messaggero Veneto che il codice penale “è poco incisivo” e che riuscire ad assicurare queste persone alla giustizia non è affatto facile:

“Il problema, a parere del generale di Corpo d’Armata, è che «a fronte del grave danno sociale» prodotto da questi raggiri l’articolo 640 del codice penale «prevede sanzioni che – pur con le aggravanti – non consentono alle forze di polizia e ai magistrati di intervenire con la necessaria efficacia». Non solo: «Neppure l’eventuale configurazione di un’associazione, tutta da dimostrare – prosegue l’alto ufficiale –, garantisce l’adozione di provvedimenti più incisivi sul piano penale».

Come agiscono i malviventi

Ecco come di solito si concretizza il «vile comportamento» dei truffatori. Lo spiega, in una nota diffusa ieri, lo stesso generale Adinolfi. I banditi dapprima individuano le potenziali vittime, generalmente persone anziane sole, deboli dal punto di vista psicologico e, pertanto, non in condizioni di difendersi. Subito dopo raccolgono notizie sul loro conto per poi utilizzarle appunto per mettere a segno il colpo.

Infine, si presentano come appartenenti alle forze di polizia o anche ad altri enti (tecnici del gas, dell’Enel, delle Poste, delle Agenzie delle entrate…) e, in alcuni casi, come avvocati o funzionari. Simulano quindi emergenze, tirando in ballo – ma ovviamente è tutta una messa in scena – figli o persone care degli anziani.

Parlano, solo per fare un esempio di incidenti stradali o del rischio di denunce e in relazione a tali situazioni assicurano interventi risolutivi previa consegna di adeguate somme di denaro. Quei contanti, sostengono sempre i truffatori, servono subito per fantomatiche spese.

Danni morali e psicologici

I truffatori spesso riescono a sottrarre alle povere vittime, che non sono in grado di valutare o di reagire, diverse migliaia di euro o anche preziosi in oro, con un danno incalcolabile non tanto e non solo sul piano patrimoniale, quanto su quello morale, affettivo e psicologico.

Si tratta di “vigliacchi” che non esitano a esercitare vere aggressioni psicologiche nei confronti di soggetti deboli, a fare leva sui loro affetti e sentimenti, a violarne la privacy in casa, a incutere timori e usare talvolta violenze pur di sottrarre i pochi risparmi di una vita, spesso condotta in solitudine.

E quando entrano in azione sanno già che anziano non avrà nessuna possibilità di evitare la trappola, nè, probabilmente, di riconoscerli. Insomma, tale attività criminosa, con minimo rischio, consente ai banditi di realizzare facili proventi illeciti.

«La situazione peggiorerà»

A fronte di tale gravissima situazione, «destinata a peggiorare» – si legge ancora nella nota – i carabinieri del Comando “Vittorio Veneto” hanno avviato una capillare attività di prevenzione, con la collaborazione di sindaci, dei parroci e dei colleghi in pensione. L’ iniziativa sta dando buoni risultati.

La prevenzione non basta

Ma tutto ciò, secondo il comandante interregionale «resta non sufficiente», poiché non sempre la preziosa informazione dell’Arma giunge nelle case delle persone più deboli. Dunque, che fare? «Certamente – osserva ancora il generale Adinolfi – è utile parlare del fenomeno, anche con i ragazzi nelle scuole».

L’appello ai familiari

E i familiari degli anziani devono fare la loro parte, «sostenendoli ed evitando che tengano denaro in casa». «Problema da risolvere subito». «Comunque – conclude –, per comprendere il delicato problema, occorre immaginare che ad essere colpito da così vili aggressioni possa essere, prima o poi, anche un nostro congiunto. Allora, forse, tutti capiremo che c’è un grave fenomeno da risolvere subito e con provvedimenti più incisivi sul piano penale. Alla solitudine di tanti anziani non si può unire l’amarezza del raggiro!».


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