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Tumore, diagnosi arriva tardi. Eredi paziente chiedono danni

PORDENONE – Ha scoperto di avere un tumore e ha iniziato le terapie all’ospedale di Pordenone, ma era troppo tardi e l’uomo non ce l’ha fatta. Una diagnosi arrivata troppo tardi secondo i suoi parenti, che hanno deciso di fare causa ai medici che lo avevano in cura. Gli eredi dell’uomo morto hanno così chiesto un risarcimento da 450mila euro all’ospedale, che ha avviato una mediazione ammettendo che la mancata diagnosi ha abbassato le chance di sopravvivenza ma che la cifra quantificata dai parenti è troppo alta.

Il Gazzettino scrive che quando il paziente è morto i suoi familiari hanno deciso di fare causa all’ospedale di Pordenone e chiedere un risarcimento da 450 mila euro:

“Le cure non avevano avuto l’esito sperato e l’uomo era morto. Secondo gli eredi, però, il proprio congiunto, ucciso da un tumore, era morto perché i medici non erano riusciti a fare la diagnosi in tempo. In pratica – secondo i familiari dell’uomo – il tumore sarebbe stato diagnosticato in notevole ritardo e quindi il trattamento messo in atto non avrebbe dato l’effetto sperato. Da qui la morte. I familiari hanno chiesto all’ospedale di Pordenone un risarcimento di 450 mila euro per il ritardo nella diagnosi e la terapia inadeguata.

Secondo l’ospedale, invece, l’eventuale ritardo avrebbe comportato la perdita di chance di sopravvivenza che però non possono essere quantificate con la cifra richiesta dalla famiglia, ma con una decisamente minore. Ora ci sarà il tentativo di mediazione”.


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