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Tumori, in 3 milioni ce l’hanno fatta: sempre più sopravvissuti

ROMA – I sopravvissuti a un tumore sono 3 milioni: un esercito destinato ad aumentare. Sono i risultati di un recente convegno che si è svolto a Siracusa, concentrato non solo sulla malattia ma anche sulle strategie e le cure da dedicare a chi sopravvive al tumore.

“È un vero e proprio esercito di persone con necessità particolari che variano a seconda della situazione del singolo individuo, dell’età, del tipo di patologia – sottolinea Paolo Tralongo, direttore dell’oncologia medica della Rete di assistenza della provincia di Siracusa, dove è stata recentemente organizzata la sesta Conferenza europea sui pazienti oncologici guariti e cronici -. Non devono essere lasciati soli e hanno diritto, insieme alle loro famiglie, a raggiungere un benessere psico-fisico”.

“È fondamentale che si trovi un modo efficace per seguire queste persone – spiega Tralongo – che, una volta finiti i controlli routinari orientati all’intercettazione di un’eventuale ripresa evolutiva di malattia, devono essere seguiti per la gestione di tutte le loro necessità”.

Già perché le terapie a lungo termine possono rivelarsi tossiche, possono insorgere secondi tumori, possono anche manifestarsi altre patologie connesse alla prima. Senza contare disturbi più comuni, come la stanchezza cronica, e le accortezze che sempre più vengono usate in caso di malattia, come una corretta alimentazione.

Poi ci sono i guariti, la cui aspettativa di vita torna uguale a quella di coetanei che non hanno mai avuto il cancro. “Anche queste persone hanno una necessità particolare – concludono gli esperti -: sentirsi definire guarite e godere a pieno, a livello sociale e lavorativo, oltre che medico e psicologico, di questo status”