Blitz quotidiano
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“Tuo marito ti tradisce”, messaggio in bacheca. “E’ stalking”

ROMA – Ha scritto sulla bacheca del posto di lavoro che il marito la tradiva. E l’ha, nel tempo, fatta oggetto di insulti. Secondo la Cassazione un comportamento come questo configura il reato di stalking. Ecco cosa spiega il Sole 24 Ore:

Rischia la condanna per stalking chi “informa” la collega di lavoro che il marito la tradisce mettendo la notizia in bacheca. Anche se lo strumento di comunicazione prescelto dall’imputata non è, per fortuna, del tutto usuale, la Cassazione (sentenza 34921/2016, depositata il 17 agosto) mette in guardia sulla gravità della scelta compiuta da una lavoratrice che, avendo iniziato una storia con il marito di una signora che lavorava nel suo stesso ospedale, aveva pensato di informare la collega tradita.

Ciò è avvenuto sia con lettere private zeppe di insulti sia mettendo nella bacheca sul posto di lavoro un foglio nel quale si dava la notizia dell’adulterio, condita di ingiurie la più gentile delle quali era «cornuta». Un’attività che aveva preso l’imputata al punto da strappare dalle mani di due carabinieri una lettera che questi avevano intercettato. Il trattamento riservato alla legittima consorte era stato tale da generare in lei quello stato di ansia e di paura per la propria incolumità tipico dello stalking.

Inutile per la “grafomane” giustificarsi chiarendo che il malessere della destinataria delle sue missive era dovuto più alla consapevolezza del tradimento che alle modalità con le quali la circostanza le era stata resa nota. La Cassazione precisa che «la sofferenza normalmente connessa alla scoperta di una relazione del proprio partner con terzi, non elide che uno specifico e diverso turbamento psichico possa derivare dalla potenziale diffusione della notizia anche presso terzi, per effetto di reiterate comunicazioni accompagnate, tra l’altro, da epiteti ingiuriosi che sminuiscono la personalità della persona tradita». Si soffre dunque un po’ meno se i panni sporchi si lavano in famiglia.