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Turismo. In 15 anni +50%, ma turisti spendono meno, via mld

Dal 2001 al 2015 i turisti in Italia sono aumentati del 50% arrivando a 53 milioni, ma le entrate non sono cresciute di conseguenza perché questi viaggiatori si fermano meno giorni, non più 4,1 in media ma solo 3,6, e spendono meno soldi.

CERNOBBIO – Dal 2001 al 2015 i turisti in Italia sono aumentati del 50% arrivando a 53 milioni, ma le entrate non sono cresciute di conseguenza perché questi viaggiatori si fermano meno giorni, non più 4,1 in media ma solo 3,6, e spendono meno soldi.

Non più 1.035 euro di media ma 670. Secondo l’analisi fatta da Confturismo in collaborazione con Ciset e presentata al forum di Confcommercio a Cernobbio si tratta di 38 miliardi persi.

La durata media di un turista tedesco è passata da 5,5 a 5 giorni, quella degli inglesi è passata da 4,3 a 3,8 e quella dei francesi da 3,4 a 3. La permanenza cinese – già brevissima – è passata da 1,8 a 1,5 giorni.

Il 70% dei turisti stranieri che vengono in Italia sono europei, anche se sono in crescita gli arrivi dal resto del mondo, soprattutto da Cina e Russia. Secondo i dati di Confturismo e Ciset, la maggior parte dei viaggiatori esteri sono i tedeschi, seguiti da statunitensi, francesi, britannici e cinesi.

Proprio i cinesi sono saliti dal nono al quinto posto in classifica, mentre i russi sono saliti dal decimo all’ottavo. La previsione è che la crescita nei prossimi anni sarà soprattutto di visitatori fuori dall’Europa.

Più della metà dei turisti stranieri che vengono in Italia, precisamente il 60%, visita solo quattro regioni: Veneto, Lazio, Lombardia e Toscana. Insomma tutto esaurito a Firenze, Roma, Milano e Venezia ma situazione opposta nel Sud dove gli arrivi sono solo il 12%.

A rilevarlo è l’analisi fatta da Confturismo con Ciset presentata. Il record è del Veneto con il 20,5%, maglia nera Abruzzo, Basilicata e Molise con percentuali che si distaccano poco dallo zero.