Cronaca Italia

Ubriaco alla guida u****e prete in scooter

Ubriaco alla guida u****e prete in scooter

Ubriaco alla guida u****e prete in scooter

ROMA – Alla guida ubriaco, con la figlia di 6 anni a bordo, si scontra frontalmente con uno scooter e u****e un uomo. E’ accaduto domenica sera, 15 maggio, intorno alle 22 in via Santa Anatolia a Velletri, in provincia di Roma. La vittima è un sacerdote messicano di 51 anni.

Dopo lo scontro il prete è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni ma è morto lunedì mattina. Il conducente dell’auto è stato denunciato per lesioni, ma dopo la morte del religioso la sua posizione è al vaglio degli inquirenti: rischia l’accusa di omicidio stradale. L’uomo è risultato positivo all’alcol test.

IL REATO DI OMICIDIO STRADALE – La legge che ha introdotto il reato omicidio stradale è stata approvata definitivamente il 2 marzo scorso dal Senato, dove il governo aveva posto la fiducia incassando 149 voti favorevoli, 3 no e 15 astensioni (tra cui il gruppo di Ala). Con le nuove misure dunque l’omicidio stradale è diventato un reato a sé, graduato su tre varianti. In particolare, resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi. Con le nuove regole chi u****e una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 grammi per litro oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere.

San raffaele
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