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Umberto Veronesi è morto. L’oncologo aveva 91 anni

MILANO – L’oncologo Umberto Veronesi è morto. Avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 28 novembre. Nato a Milano nel 1925, Veronesi aveva fondato e presieduto la Fondazione Umberto Veronesi. Aveva inoltre ricoperto il ruolo di direttore scientifico emerito dell’Istituto europeo di oncologia.

È stato anche direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994, e, tra il 2000 e il 2001, aveva ricoperto l’incarico di Ministro della sanità nel Governo Amato II.

Diceva spesso di non avere paura della morte ma di essere anche forte sostenitore di ogni lotta alla sofferenza fisica e psichica del malato. Una personalità forte ed anticonformista, anche nel rapporto con la moglie Sultana Razon dalla quale ha avuto sei figli e che, in un libro, ha raccontato delle relazioni extraconiugali del marito e di quando, mentre guidava, le rivelò di aver avuto un bambino da un’altra donna.

La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro, in particolare di quello al seno. Forte sostenitore della quadrantectomia abbinata alla radioterapia, Veronesi è stato anche un battagliero vegetariano, sostenitore dei danni causati dalla carne, accusata di favorire un maggiore rischio di tumore.

Oncologo, politico, sostenitore di grandi campagne. Veronesi è stato anche un promotore del consenso informato e del testamento biologico, nonché dell’eutanasia, argomento sul quale ha scritto il libro Il diritto di morire: La libertà del laico di fronte alla sofferenza (2005).

In passato Veronesi si è detto favorevole sia al matrimonio egualitario sia all’adozione da parte di coppie dello stesso , sostenendo la totale uguaglianza tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali. Secondo l’oncologo, l’amore omo è quello più puro, in quanto non finalizzato alla sola procreazione.

VERONESI MEDICO, LA RIVOLUZIONE CONTRO IL CANCRO AL SENO: Nato a Milano il 28 novembre 1925, Veronesi si è laureato in Medicina e chirurgia all’Università Statale di Milano nel 1952 e dopo alcuni soggiorni all’estero è entrato all’Istituto nazionale dei tumori come volontario, diventandone direttore generale nel 1975. Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell’Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc) e ha fondato nel 1982 la scuola europea di oncologia. E’ stato anche socio fondatore dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Tra i suoi numerosi incarichi, anche quello di presidente dell’Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro dal 1985 al 1988. Nel 1991 ha fondato, diventandone direttore scientifico, l’Istituto europeo di oncologia (Ieo). Nel 2003 è stata anche istituita la Fondazione Umberto Veronesi. Numerosissimi i suoi studi relativi soprattutto al cancro al seno: Veronesi è infatti stato il primo a promuovere il rivoluzionario approccio della cosiddetta chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari, dimostrando come la tecnica della quadrantectomia garantisse livelli di sopravvivenza alle pazienti, purché abbinata alla radioterapia, analoghi a quelli ottenuti con l’intervento più invasivo di asportazione della mammella, la mastectomia.

VERONESI POLITICO, LA PRIMA LEGGE ANTIFUMO IN ITALIA: Il 25 aprile 2000 è stato nominato ministro della Sanità nel secondo governo Amato fino al giugno 2001. Dal 2008 al 2011 è stato senatore del parlamento italiano eletto con il Partito Democratico. Nel 2010 Veronesi è stato poi nominato presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, rinunciando all’incarico di senatore. In qualità di ministro si è battuto in particolar modo per la legge antifumo: grazie alla norma da lui voluta, per la prima volta in Italia è stato sancito il divieto di fumo nei luoghi pubblici.

DAL VEGETARIANISMO ALL’EUTANASIA: tra le varie campagne promosse da Veronesi anche quella, iniziata nel 1995, per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere con l’obiettivo di giungere ad una regolamentazione dei derivati della canapa, principalmente per uso terapeutico. Veronesi si è anche schierato a sostegno della validità degli organismi geneticamente modificati. Nel 2005, durante un convegno pubblico, Veronesi affermò anche che a provocare il cancro più che gli Ogm sarebbero alcune tossine contenute in particolari alimenti, affermazione che suscitò varie polemiche e critiche del movimento slow food.

L’oncologo, a sostegno degli Ogm, in una dichiarazione del 2006 sottolineò tuttavia come l’ingegneria genetica sia “un metodo estremamente intelligente per combattere la fame nel mondo, per ridurre l’impatto dei pesticidi e per contrastare la desertificazione”. Da sempre è stato anche a sostegno della salute animale e del vegetarianismo, diventando egli stesso vegetariano e pronunciandosi contro il consumo di carne. Veronesi è stato anche sostenitore del testamento biologico e dell’eutanasia nel caso particolare di malati terminali, appoggiando anche alcuni appelli pubblici sulla questione. Si è detto inoltre favorevole al matrimonio egualitario e all’adozione da parte di coppie dello stesso sostenendo l’uguaglianza tra coppie eterosessuali ed omosessuali.

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  • Tumore, Umberto Veronesi: "Difendo la chemioterapia dalle tante false promesse"
  • Umberto Veronesi (Foto Lapresse)
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