Cronaca Italia

Uno bianca. Marino Occhipinti, l’ex killer, gestisce il call center dell’ospedale di Mestre

Uno bianca. Marino Occhipinti, l'ex killer, gestisce il call center dell'ospedale di Mestre

Uno bianca. Marino Occhipinti, l’ex killer, gestisce il call center dell’ospedale di Mestre

ROMA – Uno bianca. Marino Occhipinti, l’ex killer, gestisce il call center dell’ospedale di Mestre. Uno dei killer della Uno bianca, Marino Occhipinti, nonostante la condanna all’ergastolo ha ricevuto un permesso premio che indigna i pareti delle vittime. La notizia ha anche riacceso i riflettori sul caso delle pene alternative al carcere perché desta scalpore che lo stesso Occhipinti gestisca il call center dell’Ospedale Angelo di Mestre, di cui, peraltro, è un dipendente da 15 anni.

La conduzione del centro di prenotazioni dell’ospedale dell’Angelo di Mestre “è stata appaltata dall’Azienda sanitaria, con regolare gara, ad un’Ati, Associazione Temporanea di Imprese, di cui la Cooperativa Giotto è uno dei soggetti componenti”. E’ la precisazione che è arrivata dall’Usl veneziana, dopo le polemiche sollevate dalla notizia che Marino Occhipinti, l’agente condannato all’ergastolo per gli omicidi della Uno bianca, lavora al call center del nosocomio, nonostante una condanna all’ergastolo. Occhipinti gode attualmente del regime di semilibertà al carcere Due Palazzi di Padova.

“All’interno dell’Ati, la Cooperativa Giotto non è il referente diretto dell’Azienda sanitaria rispetto alla conduzione del servizio – precisa la nota dell’Usl -né il signor Occhipinti ha ruolo di referente dell’Amministrazione dell’Azienda sanitaria per il l’attività del CUP, svolto da altri referenti di altri soggetti partecipanti all’Ati”. L’Azienda sanitaria veneziana chiarisce infine: “garantita la corretta conduzione del Servizio agli utenti da parte dell’Ati aggiudicataria, l’Azienda peraltro non ha fin qui avuto motivo né ha titolo per valutare le scelte delle Imprese o delle Cooperative partecipanti relativamente al personale impiegato”.

Occhipinti, ricordiamolo, è l’ex poliziotto finito all’ergastolo per l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari nell’assalto a un portavalori alla Coop di Casalecchio di Reno (Bologna) il 19 febbraio 1988, pezzo della scia di sangue sparsa tra Emilia-Romagna e Marche dalla Banda della Uno Bianca a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Occhipinti, in semilibertà dal 2012, è stato invitato per un’iniziativa promossa da Comunione e Liberazione e dalla Cooperativa Giotto, alle cui dipendenze lavora ormai da oltre 15 anni.

To Top