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Valentino Talluto: “Chiedo perdono, non volevo far male”

ROMA – Chiede perdono ora Valentino Talluto, il giovane uomo originario di Acilia, Roma, accusato di aver volontariamente infettato con l’Hiv decine di donne, nonostante sapesse di essere malato. Chiede perdono alle sue vittime, condannate a una vita di malattia, ai partner di queste, ignari di essere a loro volta contagiati, e persino a un bambino. Il figlio di una sua ex che ha contratto l’Hiv durante il parto e che per questo è disabile. Chiede perdono e i magistrati non sono sicuri che sia per reale e genuina contrizione. Scrive il Corriere della Sera:

Il primo pensiero di Valentino Talluto, l’«untore seriale» accusato di epidemia dolosa per aver contagiato 27 donne e tre loro partner con l’Hiv, va al bambino di tre anni. «Leggere che è nato disabile per colpa mia non mi fa più dormire». «Sono stato “leggero” – ha sostenuto, ancora una volta, davanti al pm –. Ma ero sicuro di non fare male a nessuno». Frasi che dovrebbero segnare l’inizio di un percorso di redenzione, ma che tuttavia non convincono la procura sul reale pentimento dell’uomo, sembrato più «ingrugnito» che «mortificato» agli inquirenti. Se, infatti, Valentino ha confessato le sue responsabilità («Ho avuto rapporti con tutte le donne che risultano contagiate», ha riconosciuto senza fare obiezioni), quando arriva il momento di collaborare, il suo contributo è praticamente inesistente, elusivo: «L’elenco completo delle donne con cui ho avuto rapporti dal 2006? Ancora non è pronto. Mi sto sforzando di ricordare»

«Non mi rendevo conto della gravità della situazione. Avrei dovuto usare i preservativi». E a un certo punto risponde addirittura indispettito sul perché abbia nascosto la sua malattia: «Non ho mai preso in giro nessuna. Poche volevano delle spiegazioni serie». Secondo il pm, poi, mente su un’altra circostanza: di essere stato a sua volta contagiato da una donna dieci anni fa, nel 2006.

Una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, per lesioni gravissime, è stata notificata giorni fa a Talluto. Il giudice per le indagini preliminari Francesco Patrone contesta all’uomo 43 episodi tra contagi diretti (circa 30), e indiretti (il bimbo e 3 partner di donne in precedenza contagiate). I restanti casi riguardano donne scampate all’infezione. L’uomo è indagato per epidemia dolosa. Tra gli episodi contestati a Valentino Talluto, a partire dall’aprile del 2006 e fino al 23 novembre scorso (giorno precedente il suo primo arresto), anche il caso di un bambino, figlio di una straniera da lui contagiata anni prima, al quale è stato diagnosticato il virus Hiv all’età di otto mesi, unitamente all’encefalopatia, causalmente riconducibile, è detto in uno dei capi di imputazione, allo stato di sieropositività contratto durante il parto. Altro caso emblematico è quello di una donna in stato di gravidanza che ha avuto la fortuna di scampare al contagio dopo aver avuto rapporti sessuali con Talluto.


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