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Valentino Talluto, un bambino tra le vittime dell’untore Aids

ROMA – C’è anche un bambino tra le vittime di Valentino Talluto, l’untore di Acilia che ha contagiato consapevolmente decine di donne con l’Hiv. Il trentaduenne, finito in manette lo scorso 22 novembre, è accusato di lesioni gravissime ed epidemia dolosa. Al momento la Procura conta almeno 48 donne, 27 delle quali sono miracolosamente scampate al contagio. Ma la lista delle potenziali vittime si allunga di giorno in giorno, anche agli attuali partner delle stesse donne: tre sono già stati infettati.

Il bambino finito nella rete dell’untore è figlio di una donna con la quale l’indagato aveva avuto una breve relazione, mentre era incinta. Il piccolo ha tre anni, a 8 mesi è stato trovato sieropositivo e affetto da encefalopatia. La Procura sta ora valutando se addebitare a Talluto anche il conto salatissimo dei danni arrecati al Sistema sanitario regionale. Si parla di circa undici milioni di euro di spese tra visite specialistiche, acquisto dei medicinali e terapie specifiche.

Come riporta Michela Allegri sul Messaggero:

Per gli inquirenti, Talluto, diploma in ragioneria, un lavoro da contabile e sieropositivo dal 2006, avrebbe infettato consapevolmente tutte le partner, preoccupandosi di non avvertire del rischio le donne con cui intesseva relazioni. Conquistava le vittime con fiori e regali. Le corteggiava e le lusingava. Poi, le convinceva ad avere rapporti ad alto rischio, trovando le scuse più disparate. «Sono un donatore di sangue, non ti preoccupare. Sono anche allergico al lattice dei preservativi», diceva, fingendo di essere in perfetta salute. Per ora le parti lese accertate sono 48, ma il sospetto degli investigatori è che il numero possa continuare a salire. «Ho ripensato con schifo a quando gli dissi che aspettavo un figlio e cominciò a insistere per farlo senza protezione, perché non sarei rimasta incinta», ha raccontato a verbale una delle partner.

Un atteggiamento che, come scrive il giudice nell’ordinanza d’arresto, «appare significativo del totale menefreghismo dell’indagato». Di fronte agli inquirenti, in sede d’interrogatorio, Talluto ha sciorinato una lunga serie di giustificazioni. Tutte dello stesso tenore: «Non volevo fare del male a nessuno», «ho agito con leggerezza, con superficialità». Sul perché di quei rapporti non protetti, risparmiati solo alla sua ultima compagna, è sempre stato sfuggente.

MAI ABUSI
L’unica accusa che ha respinto con fermezza è quella di aver abusato di una ragazza. Nel frattempo, l’indagato resta detenuto a Regina Coeli. Sulla necessità di mantenere nei suoi confronti la misura cautelare più pesante si era espresso anche il Tribunale del riesame. Per i giudici, «la condotta complessiva di Talluto dimostra come abbia intenzionalmente voluto trasmettere il virus dell’Hiv a una molteplicità di donne Assumendosi anche il rischio che queste infettassero i loro futuri partner e sviluppassero la malattia o comunque patologie proprie di chi è sieropositivo e non si cura, come la polmonite».