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Valentino, untore Hiv Roma: contagiata anche una volontaria

Sono ormai 31 le donne contagiate da Valentino T., il giovane romano con la fissa delle chat che ha infettato le sue vittime nascondendo la propria sieropositività

ROMA – Sono ormai 31 le donne contagiate da Valentino T., il giovane romano che ha infettato amiche, fidanzate e donne conosciuto in chat nascondendo loro di essere sieropositivo. L’ultima vittima, riferisce Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera, è una giovane volontaria. Si è accorta di essere positiva all’Hiv perché era andata in un centro per la donazione del sangue, ma è stata respinta. Le analisi avevano rilevato la presenza del virus. A quel punto lei si è ricordata di Valentino, con cui aveva avuto rapporti sessuali non protetti nel 2008, ed è andata in Procura.

 

E mentre il numero delle denunce cresce, le indagini vanno avanti, come spiega Sacchettoni:

“A un mese e mezzo dall’arresto di Valentino T. gli investigatori pensano a nuove iniziative. Una, già avviata, riguarda l’analisi dei tabulati telefonici sulle utenze di T. Un modo per consentire agli investigatori di individuare le donne contagiate. Ma gli investigatori non escludono di lanciare un nuovo appello attraverso i media nei prossimi giorni. Un invito a chi pensa di aver avuto rapporti con T. a collaborare perché chi è vittima può a sua volta essere anche carnefice, cioè portatore di contagio. Come già è accaduto con due uomini, attuali partner di ex compagne di T. che si sono scoperti sieropositivi”.

L’indagato, che al momento resta in carcere per evitare che possa contagiare altre donne, sostiene che la malattia fosse in fase regressiva. Per questo, dice, non ha mai usato il preservativo. Ma, spiega Sacchettoni sul Corriere della Sera:

“E’ una versione difensiva che è smentita punto per punto dalla dottoressa dello Spallanzani che lo ha avuto in cura. Il medico ha già spiegato al pubblico ministero Francesco Scavo che T. si è convinto a curarsi solo dopo essere stato minacciato di denuncia da parte della prima vittima. Ovvero a gennaio del 2015.

In tante, finora, hanno raccontato una storia simile a quella della volontaria (la ragazza del 2008) anche se ciascuna di loro ha cercato un finale diverso. C’è la numero 1, la prima a denunciare T. superando mille paure, da quella di dirlo ai suoi all’altra di perdere il lavoro. Un’altra ragazza, infettata, ha raccontato di aver cercato di chiudere e sparire ma non riuscendoci è tornata da lui. Le storie a verbale sono oltre quaranta, le contagiate poco meno”.


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