Blitz quotidiano
powered by aruba

Valeriia Vitynska, fidanzata Giulio Regeni: “Troppo dolore”

ROMA – Valeriia Vitynska, la fidanzata di Giulio Regeni, non ce la fa a parlare. La ragazza nata a Lutsk, in Ucraina, spiega che è ancora troppo presto e troppo doloroso per lei. Valeriia ha 27 anni e da due frequentava Regeni, torturato e ucciso in Egitto in circostanze ancora da chiarire. La giovane lavora a Kiev in un’agenzia dell’Onu e ad unirla a Giulio c’era la passione per le missioni umanitarie e la voglia di aiutare gli altri.

Andrea Pasqualetto sul Corriere della Sera scrive che la Vitynska è molto scossa dall’omicidio del fidanzato e che l’ultima volta che ha sentito Giulio è stata proprio la sera in cui il giovane è scomparso:

“«Quella sera Giulio mi ha scritto un sms: “Sto andando dal dottor Hassanein” (anziano intellettuale esperto di sindacato, ndr)», ha dichiarato agli inquirenti che sono andati a sentirla a Fiumicello nei giorni tristi del funerale di Giulio. Era il penultimo messaggio di Regeni prima della scomparsa. L’ultimo l’avrebbe mandato un minuto dopo, alle 19.42, a Gennaro Gervasio, il docente di Scienze Politiche che vive al Cairo ed era una cara frequentazione del giovane ricercatore: «Sto arrivando». La sera del 25 gennaio si chiuse così. Poi, più nulla. Valeriia ha rivisto Giulio solo in Italia, in una bara di legno portata a spalla dagli amici. Giulio e Valeriia, lui friulano di Fiumicello, lei ucraina di Lutsk, città della pianura occidentale verso il confine polacco. Lui ricercatore a Cambridge, lei Programme assistant al Wfp dell’Onu a Kiev, grande capitale dell’Europa orientale con oltre cinque milioni di abitanti che stanno conoscendo un periodo di crisi economica, conseguenza diretta del logorante conflitto con la Russia”.

I due erano fidanzati da circa 2 anni e avevano una formazione simile. Ora la ragazza lavora a Kiev per un’agenzia dell’Onu e il suo capo ufficio, Giancarlo Stopponi, ha spiegato a Pasqualetto del Corriere della Sera di non sapere che il fidanzato fosse proprio Regeni:

“«Non ne sapevo assolutamente nulla! Sono sorpreso e addolorato da questa notizia. Valeriia mi aveva detto del suo ragazzo italiano ma non pensavo fosse Regeni. Non ne ha mai parlato in ufficio, non a me almeno… In effetti c’era qualcosa che non andava in lei in questi giorni ma ha lavorato. È sempre stata persona responsabile, seria, silenziosa, diligente. Quando la chiamo arriva subito e poi torna nel suo ufficio a fare quel che deve». A Stopponi la brutta notizia l’abbiamo data noi. «Valeriia è una delle prime ragazze che abbiamo preso, nel novembre del 2014, quando è partito il programma emergenziale di assistenza alle zone di guerra. Donne, uomini e bambini che vivono sotto il fuoco dei cannoni, spesso senza lavoro e in condizioni di grande disagio ambientale»”.


PER SAPERNE DI PIU'