Blitz quotidiano
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Vania Vannucchi l’ultima: mattanza delle donne, una ogni 4 giorni

ROMA – L’ultima è Vania Vannucchi, morta tra le fiamme. Voleva denunciarlo ma non l’ha fatto, anche se le amiche le dicevano di non essere clemente con quell’ex che la perseguitava. Quella titubanza le è costata la vita: lunedì lui l’ha raggiunta in macchina quando lei era uscita dal posto di lavoro, le ha gettato benzina addosso da una tanica e le ha dato fuoco. Vania è l’ultima di una lunga serie: il “ritmo” di questa tragica mattanza di donne, nell’Italia del 2016, è di una ogni 4 giorni. Scrive Huffington Post:

Sono più di 60 le donne uccise dal partner in Italia dall’inizio dell’anno. Oltre 160 da gennaio 2015. Un vero ‘bollettino di guerra’. Ma ora preoccupa questa nuova tendenza: almeno cinque casi negli ultimi mesi. Il 9 giugno Sara Di Pietrantonio, studentessa universitaria romana di 22 anni, viene strangolata e poi bruciata dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano, che non accettava che la ragazza si fosse rifatta una vita con un altro e che per settimane, prima dell’incontro fatale per il destino di Sara, l’aveva minacciata e perseguitata.

La nuova tendenza cui fa riferimento l’articolo è l’uso delle fiamme da parte dell’assassino:

Il 3 luglio, a Tuglie nel leccese, Alexandru Edec Ionut, romeno di 24 anni, lancia del liquido infiammabile addosso alla sua compagna, davanti ai loro figli di uno e tre anni. Poi le dà fuoco. La donna riposta ustioni gravi su tutto il corpo. Il 2 febbraio scorso, a Pozzuoli (Napoli), Paolo Pietropaolo dà fuoco alla compagna, incinta, perché aveva avuto la conferma che la donna aveva un’altra relazione. La giovane è stata ricoverata in gravissime condizioni. Più indietro nel tempo, il 20 novembre scorso, nel bresciano, un uomo di origine indiana ha cosparso di benzina la moglie e le ha dato fuoco. Motivo del gesto, il fatto che al marito non andava bene il modo in cui la donna si vestiva. Oggi, la vicenda di Vania, quarantaseienne di Lucca data alle fiamme dall’uomo con cui aveva una relazione: la ‘colpa’, ancora una volta, quella di aver messo fine al rapporto. A Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, Rosaria Lentini è stata accoltellata dal marito.

“Da uomo fatico a spiegarmi cosa possa spingere ad usare una tale brutalità, a covare così tanto odio nascondendosi dietro presunti sentimenti quali l’amore, il dolore per una storia che finisce, la disperazione. Niente di tutto questo: spero che non usino più, raccontando queste storie, termini ambigui e giustificatori come raptus, gelosia, disagio, rifiuto. Sono solo squallidi criminali e schifosi assassini”. Lo scrive su Facebook, commentando gli omicidi di Lucca e Caserta, il presidente del Senato Pietro Grasso.