Blitz quotidiano
powered by aruba

Luca Varani, ex pugile corregge versione: “Foffo e Prato…”

ROMA – Manuel Foffo e Marco Prato Hanno cercato altre vittime prima di ripiegare sul macabro omicidio di Luca Varani di cui oggi si sono svolti i funerali. “Alex Tiburtina” (così era rubricato sul telefonino di Foffo), è una delle persone che è stata agganciata nella casa di via Igino Giordani il giorno prima del delitto. Il ragazzo, come scrive Adelaide Pierucci sul Messaggero

” potrebbe essere il miracolato. Nel terzo interrogatorio davanti ai carabinieri, Alessandro M., 35 anni, ex pugile, ha corretto di nuovo la sua versione: ha lasciato trapelare che sarebbe stato vittima di pressioni sessuali. «Ho temuto che volessero violentarmi» si è sfogato, riservandosi di decidere se presentare formalmente denuncia.

“‘Quel giorno ho ricevuto la telefonata di Manuel, poco dopo le quattro del mattino. Sul telefonino lo avevo registrato come “Manuel Ristorante”, l’avevo conosciuto mesi prima e speravo di andare a fare il lavapiatti nel suo locale, ma non l’avevo più rivisto. Mi invitava ad andare da lui, a casa. C’è una festa con tante caramelle, mi ha scritto. Così, visto che stavo ancora in un bar, ho preso un taxi e alle cinque ero già là, dove ho trovato anche un suo amico”. “C’era coca, tanta, che ho sniffato anch’io” ha corretto dopo il primo interrogatorio, “Ma quelli volevano altro. Forse mi sono salvato perché gli ho fatto vedere due filmati mentre mi battevo sul ring». Già nella prima convocazione, il pugile aveva detto di aver avuto degli insoliti momenti di timore: “Volevano farmi bere un cocktail e Foffo mi stava sempre alle spalle. Erano in balìa della droga. Alle otto e mezzo del mattino sono andato via””.

“Il pm Francesco Scavo ora dovrà valutarne l’attendibilità. Il testimone potrebbe provare la scia della premeditazione del delitto. Manuel e Marco, nei tre giorni di festino in casa a base di droga e sesso culminato con l’omicidio di Luca Varani, infatti, hanno invitato una serie di conoscenti, chissà forse – è l’ipotesi dell’accusa – per provare quella che Foffo ha definito l’ebbrezza di uccidere (…)”.