Cronaca Italia

Vasto. Il padre di Italo denuncia la campagna d’odio: “Hanno ucciso un morto”

ROMA – Vasto. Il padre di Italo denuncia la campagna d’odio: “Hanno ucciso un morto”. “Hai ammazzato un morto”, è questo ciò che il padre di Italo D’Elisa direbbe a Fabio Di Lello, l’uomo che gli ha ucciso il figlio per vendicare la morte della moglie. Parole terribili che dovrebbero far riflettere: dopo il tragico incidente, Italo – che non era drogato né ubriaco, non è fuggito – è stato il bersaglio di una campagna d’odio senza precedenti per una cittadina come Vasto, campagna che sui social ha alimentato a dismisura la “claque” dei giustizieri, corroborato le smanie di chi pretendeva il suo linciaggio morale e fisico contro le insopportabili lungaggini della giustizia.

Italo è stato isolato, ostracizzato, marchiato a lettere di fuoco: la sua colpa ulteriore girare a piede libero perché, suggerisce Mattia Feltri su La Stampa, “giustizia equivaleva a carcerazione preventiva”. Con l’inviato di Repubblica, il papà Angelo ci tiene a smontare più di una leggenda intorno al figlio (non avrebbe chiesto scusa, impennava in moto strafottente davanti a Di Lello), ma soprattutto insiste su quel vuoto costruito intorno a lui, giudicato e condannato a furor di popolo.

“L’unica cosa che dovevano fare, Italo e Fabio, era incontrarsi. Parlarsi, abbracciarsi e piangere insieme. Magari sarebbero diventati amici, erano due persone buone. Insieme avrebbero cancellato questa maledetta campagna d’odio che seppellirà mio figlio e distruggerà del tutto anche lui: tutti noi, da allora, abbiamo sempre convissuto con il dolore per la morte di Roberta. Ne siamo ancora addolorati, sa? Anche oggi, dopo quello che è successo”. (La Repubblica)

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